domenica 1 ottobre 2017

ROMA - I LUOGHI DEL POTERE: QUIRINALE, PALAZZO MADAMA, MONTECITORIO

DESCRIZIONE


UN POCO DI STORIA




Nel 1502 il cardinale Oliviero Carafa donò ai fratelli Alessandro ed Ettore la sua vigna sul Quirinale. Il cardinale fece inserire una clausola di non alienazione per mantenere la proprietà in possesso della famiglia. La vigna era collocata ai margini del centro abitato della città, in una zona panoramica e, da secoli, reputata particolarmente salubre.  Era una area poco abitata, ma cara ai cultori della antica Roma, che da lì potevano ammirare le imponenti rovine delle Terme di Costantino, sulla destra,  e i ruderi  del grande complesso sacro edificato da Caracalla nel 217, dedicato a Serapide  Oliviero Carafa e gli umanisti romani erano attirati dal luogo per l'aura di classicità che da esso promanava. Perciò il cardinale Carafa scelse questo colle per costruirvi la propria villa. L'edificio principale si trovava sul versante nord e dalla loggia il cardinale poteva dominare tutta Roma. A questa residenza interna alla proprietà se ne aggiungeva un'altra che prospettava nella piazza; era costituita da un palazzo di tre piani, alla cui facciata rinascimentale era affidata l'immagine esterna della vigna. Nel 1545, Piero Carafa affitta la propria vigna a Orazio Farnese, che agisce per conto del proprio zio, papa Paolo III.  Vengono fatti importanti lavori di ristrutturazione e ampliamento dell'edificio.


Gregorio XIII Boncompagni (1572 - 1585), dopo avere apprezzato come ospite l'amenità della villa, decise di farla ampliare a proprie spese, incaricando l'architetto bolognese Ottaviano Nonni, detto il Mascarino, di progettare e dirigere il cantiere dell'edificio. La proprietà resta però dei Carafa e in affitto a Luigi d'Este. Cambia l'orientamento del palazzo che non guarda più verso il panorama della città, ma verso quello che diventerà il grande cortile interno. Viene anche costruita una torre panoramica che domina i sette colli e permette di spingere lo sguardo fino al mare.




Sisto V Peretti (1585 - 1590) fu il papa terribile che sconvolse completamente il quadro urbanistico di Roma.   Poiché la villa non offriva spazio sufficiente ad accogliere la corte pontificia e a soddisfare l'esigenze di rappresentanza, l'architetto Domenico Fontana fu incaricato di ampliare l'edificio, costruendo una nuova ala verso la piazza e un nuovo palazzo su via del Quirinale, così da formare un ampio cortile interno.   Dopo avere liberato con un "motu proprio" del 1587 la proprietà dal divieto di alienazione. ebbe luogo la transazione per l'acquisto della villa. Nel 1588, Sisto V comincia a stabilire la funzione pubblica degli edifici prospicienti la nuova piazza. Subito il papa ordina importanti lavori di riassetto e valorizzazione del colle del Quirinale: l'apertura della strada Felice (oggi via delle Quattro Fontane), che taglia il colle incrociando strada Pia, il livellamento della stessa strada Pia e della piazza di Monte Cavallo e, soprattutto, la realizzazione dell'acquedotto Felice che, portando l'acqua sul colle, crea le premesse necessarie per l'urbanizzazione di una zona rimasta per secoli semideserta. Nel 1589 iniziano i lavori per l'ampliamento del palazzo di Monte Cavallo, con la costruzione di una ala, detta in seguito "galleria Sista", che prospetta sulla via detta oggi della Dataria e, in parte, sulla piazza.  


Clemente VIII  Aldobrandini (1592 - 1605) dedicò tutta la sua attenzione ai giardini, così essenziali nella storia del colle. Delle  numerose e spettacolari fontane, da lui fatte costruire,  resta solo la grandiosa Fontana dell'Organo che venne completata nel 1596.




Nel gennaio del 1609 Paolo  V Borghese (1605 - 1621)  ottiene finalmente uno stanziamento di 20.000 scudi per la fabbrica del Quirinale. Possono quindi essere avviati i grandi lavori di ampliamento del palazzo progettati dal papa e diretti, in questa prima fase, dall'architetto Flaminio Ponzio.  L'opera più importante consiste nella erezione dell'ala orientale del palazzo, quella contigua al giardino, che Ponzio edifica sul modello  architettonico dell'ala occidentale, costruita da Domenico Fontana per Sisto V. Il nuovo corpo di fabbrica è tuttavia di lunghezza doppia rispetto a quello sistino, perché destinato ad ospitare grandi sale di rappresentanza, tra cui la Sala del Concistoro (oggi Salone delle Feste), una cappella privata del papa che sarà decorata da Guido Reni (la cappella della Annunziata) e lo scalone di accesso principale al piano nobile. L'opera viene completata nel 1611.  Sempre nel 1609, essendo stata demolita la sede della Dataria Apostolica in San Pietro, viene costruito un nuovo corpo di fabbrica, destinato agli uffici della Dataria, accanto al palazzo di Monte Cavallo, lungo la attuale via Dataria, che dalla piazza scende verso il Corso.  Nel 1615 ebbe inizio la seconda fase di interventi edilizi  commissionati da Paolo V in Quirinale e diretti da Carlo Maderno. L'intervento principale fu costituito dalla costruzione della Cappella Paolina, inaugurata nel 1613.  Accanto alla Cappella fu costruita la famosa Sala Regia (oggi Salone dei Corazzieri) destinata principalmente agli incontri con i regnanti e le delegazioni diplomatiche.


Urbano VIII Barberini (1623 - 1644) si preoccupò di acquisire proprietà confinanti per ampliare l'area dei giardini. Una volta determinata l'area massima del complesso pontificio, nel 1625 avviò l'erezione di un poderoso muro  di fortificazione lungo l'intero perimetro dei giardini. Nel punto di incontro della facciata del palazzo con il corpo di fabbrica della Dataria, venne realizzato nel 1626 un torrione cilindrico, tradizionalmente attribuito a Gian Lorenzo Bernini. Si tratta di un baluardo semicircolare per le artiglierie a guardia della porta. 


Alessandro VII Chigi (1655 - 1667), appassionato promotore di opere architettoniche e urbanistiche, si occupò del fronte su strada Pia che, nonostante i precedenti interventi, ancora presentava un insieme di fabbricati disomogeneo, non degno di una sede pontificia. Alessandro VII affidò la ricostruzione della Manica Lunga a Gian Lorenzo Bernini che progettò un palazzo più basso e sfalsato rispetto al palazzo di Paolo V, contraddistinto nel prospetto esterno solo dalla serie di finestre su quattro piani, incorniciate da semplici mostre di travertino.
Sotto la direzione di Bernini nel 1659 venne completato il tratto fino al portone che dà accesso ai giardini, quasi all'altezza della chiesa di sant'Andrea.

Innocenzo XIII Conti (1721 - 1724) affida ad Alessandro Specchi la prosecuzione della Manica Lunga secondo la tipologia architettonica berniniana per completare l'intero fronte su strada Pia. Nel 1722 viene affidata ad Alessandro Specchi anche la costruzione delle Scuderie, in modo da erigere un edificio in corrispondenza del muro Colonna che fronteggia il Quirinale. Alla morte del papa, entrambi i progetti vengono sospesi.


Clemente XII Corsini (1730 -1740) già nei primi mesi del suo pontificato dà l'avvio al completamento sia della Manica Lunga che delle Scuderie.


Pio VI Braschi (1775 - 1799) è più famoso per i suoi insuccessi diplomatici che per i lavori portati a termine durante il suo pontificato. Nell'agosto 1783 inizia la modifica del gruppo monumentale dei Dioscuri secondo un progetto dell'architetto Giovanni Antinori. Il progetto prevede lo spostamento dei giganti in posizione divergente l'uno dall'altro e l'inserimento tra di essi di un obelisco che era stato riscoperto due anni prima presso il mausoleo di Augusto. Nel 1786 Antinori completa i relativi lavori.



Pio VII Chiaramonti (1800 - 1823)  Nel febbraio 1802 il generale francese Miollis occupò Roma, costringendo papa Pio VII a ritirarsi in Quirinale. Dopo la revoca del potere temporale nel maggio 1809, Pio VII rispose con la scomunica di Napoleone, segnando la fine della immunità che gli era stata concessa e la sua deportazione. Nel 1811 il palazzo viene aggregato ai beni della corona e destinato a sede imperiale.  Il palazzo venne completamente riorganizzato all'interno, in previsione dell'insediamento di Napoleone, di Maria Luigia e del piccolo Re di Roma. Ma, a causa delle vicende politiche, la famiglia imperiale non si insediò mai nel palazzo. Più articolato il fronte interno, verso il così detto Cortile degli Svizzeri e il giardino.

Papa Pio IX commissionò all'architetto  Virginio Vespignani una nuova sistemazione della piazza.  Il cantiere venne aperto nel 1864. Furono gli ultimi lavori realizzati dai papi sul colle del Quirinale.


La  breccia di Porta Pia (20 settembre 1870) Dal torrino del Mascarino, il generale Kanzler, comandante dell'esercito pontificio, osservò la situazione. Gli ordini di Pio IX erano chiari: non prolungare di un minuto di più la resistenza, ma fare constatare la violenza.
Con la breccia di Porta Pia, l'Italia, finalmente unita, vide Roma diventare capitale del nuovo Stato. Dopo la breccia di porta Pia, il re Vittorio Emanuele II si insediò a Roma. Fu scelto come sede il Quirinale, che era utilizzato dai papi in virtù del loro potere temporale, Le sedi del papa, in quanto capo del cattolicesimo, erano il Vaticano e Palazzo Laterano. Tuttavia, il cardinale Antonelli si rifiutò di consegnare le chiavi al generale La Marmora, luogotenente del re, protestando contro questa nuova, inqualificabile violazione della proprietà. Secondo lui, i palazzi del Quirinale e della Consulta erano "palazzi apostolici e quindi si veniva a violare non solo la sovranità, ma lo stesso diritto di  proprietà del pontefice. Cominciò una controversia giuridica, demandata al professor Gennarelli. Questi concluse: " Il Quirinale non fu mai l'abitazione del Sommo Pontefice, in quanto papa, , ma in quanto  principe dello Stato romano. L'8 novembre 1870, la porta fu forzata con il grimaldello.  


Le sale del palazzo, che erano state teatro di tanti eventi, videro Alcide De Gasperi attendere a lungo nel pomeriggio dell'11 giugno 1946. Era salito al Quirinale per comunicare al re i risultati del referendum che avevano sancito in maniera inequivocabile la scelta fatta dal popolo italiano a favore della forma repubblicana dello Stato. Quando finalmente ricevette De Gasperi, Umberto gli disse che voleva attendere l'esito degli accertamenti e il giudizio della Cassazione, prima di concedere la delega dei poteri. Anche quella notte Umberto dormì al Quirinale. Ora la residenza dei papi e dei re è diventata la sede del Presidente della Repubblica italiana.




IMMAGINI


IL QUIRINALE















Vista dalla Torre delle Milizie


Di Leoman3000 di Wikipedia in italiano - Trasferito da it.wikipedia su Commons., GFDL, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41301437




















IL CORTILE D'ONORE DEL QUIRINALE






Il porticato orientale del Cortile d'Onore







ALCUNE SALE




La sala degli specchi






Salone delle feste






Sala dello Zodiaco







Sala di Augusto





LA QUADRERIA

Giovanni Lanfranco - Apparizione della Vergine a san Lorenzo 1616 - 1617







Sebastiano Ricci - Ester davanti ad Assuero -1733




FONTANA DEI DIOSCURI E PIAZZA


Vista della cupola di san Pietro dalla piazza



GIARDINI




Vista del Quirinale dal retro

Di PierBer - Creata dall'autore, CC BY-SA 3.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=6309620







Fontana dell'Organo








IMMAGINI STORICHE



Giovan Battista Falda - Vista (parziale) dei giardini del Quirinale ante 1683



Gaspar van Wittel - Veduta della piazza di Monte Cavallo - Fine sec. XVII




Giovanni Paolo Panini - Veduta della piazza di Monte Cavallo 1733




Jean-Baptiste Lallemand - La PIAZZA DI MONTE CAVALLO - 1751





Domenico Del Frate - Pio VII costretto dai Francesi a lasciare il Quirinale per essere condotto in esilio




Sala delle udienze di Pio IX (particolare da una stampa dell'epoca)



IL PALAZZO DELLA CONSULTA, SEDE DELLA  CORTE COSTITUZIONALE








PALAZZO CHIGI











MONTECITORIO


















PALAZZO MADAMA


















PALAZZO GIUSTINIANI













VILLA MADAMA






Di Pierreci - Trasferito da it.wikipedia su Commons., Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=41300765

Circondata dal verde sulle pendici di Monte Mario, ricca di giardini, terrazze, logge e fontane, è sede di rappresentanza della Presidenza del Consiglio. Fu progettata da Raffaello e costituisce una impareggiabile testimonianza dello splendore della Roma dei Medici.