martedì 10 ottobre 2017

IMMAGINI DI ROMA: ARAPACIS, ISOLA TIBERINA, GHETTO

DESCRIZIONE

L'ARA PACIS


Quanto sappiamo sull'altare dedicato alla Pace Augusta ci è stato tramandato dallo stesso imperatore:

"Quando tornai a Roma dalla Spagna e dalla Gallia, compiute felicemente le imprese in quelle province, Nell'anno del consolato di Tiberio Nerone e Publio Quintilio, il Senato decretò che, in onore del mio ritorno, venisse consacrata l'Ara della Pace Augusta presso il Campo Marzio e dispose che i magistrati, i sacerdoti e le vergini Vestali vi compissero ogni anno un sacrificio". (Res Gestae 12,2)

L'altare è dedicato a Pax, una divinità valorizzata dalla politica augustea, che l'altare intende esaltare nel suo aspetto universale, garantito dalla figura dell'imperatore, come indica l'aggettivo; il decreto che sancisce la costruzione dell'Ara viene emanato nel 13 a.C.; l'occasione storica è il ritorno di Augusto d'oltralpe, dopo tre lunghi anni trascorsi lontano da Roma per amministrare due regioni di importanza fondamentale per la sicurezza e la prosperità dell'impero; il dedicante è il Senato, ormai devoto all'uomo uscito vincitore da decenni di lotte civili; designati a celebrare il culto della Pax Augusta sono i principali rappresentanti dell'apparato statale e religioso romano; infine il luogo di realizzazione è il Campo Marzio, che, nella sua parte settentrionale, consisteva allora in una ampia e verde pianura, da poco utilizzata da Agrippa e dallo stesso Augusto. Qui l'Ara Pacis venne inaugurata nel 9 a.C.

L'ISOLA TIBERINA, detta LA NAVE DI ESCULAPIO

Sono diverse le leggende che aleggiano sulle origini della Isola Tiberina. Tra queste, forse la più suggestiva quanto fantastica, racconta di una grande barca incagliatasi nel mezzo durante una alluvione e riempita in seguito di sabbia dalla corrente. Su quella, per successivi depositi, si sarebbe innalzata l'isola. I geologi offrono una spiegazione scientifica. L'Isola Tiberina, o Isola di San Bartolomeo, ha una origine molto più antica: le sue radici sono costituite da roccia vulcanica, su cui si sono andati accumulando strati alluvionali, oppure niente di più facile che una antichissima piena del fiume ne abbia duplicato l'alveo, lasciando al centro quella piattaforma affusolata, lunga trecento metri e larga un centinaio. Di certo, l'isola ha proprio la forma di una nave, quella salutare di Esculapio, dio della Medicina.

Nel III secolo a.C., durante una pestilenza, i Romani si recarono con una nave a Epidauro, per conoscere la via di scampo al flagello. Ma quando, dalla trireme che tornava risalendo il Tevere, all'altezza dell'isola sgusciò fuori un grande serpente, simbolo di Esculapio, quello fu il segno che a lui doveva essere consacrata. La peste cessò, appena fu costruito il tempio dedicato al dio della medicina. Attiguo al tempio un asklepieion, ospedale per la cura delle infermità. In seguito l'ospedale fu tenuto da monache benedettine, fino a quando il loro posto fu preso dal nuovo ordine religioso dei Fatebenefratelli. Ai tempi della romanità classica, alla forma naturale dell'isola si aggiunse l'estro dell'uomo che modellò quella striscia di terra fra le acque, dandole espressa forma di una nave. A prua, secondo alcuni il tempio di Giove Giurario, a poppa il tempio di Esculapio e i reati del tempio di Giove Licaonio, al centro un obelisco a simulare l'albero di maestra, ai lati le fiancate in blocchi di travertino scolpito.

L'isola Tiberina, a prima vista, può anche suggerire una idea di rovina, per lo più giustificata dalle ricorrenti inondazioni disastrose del Tevere, ultima in ordine di tempo quella del 1870  con Roma appena divenuta capitale. 


Dell'aggrovigliata storia dell'isola nel Medioevo, resta un complesso di edifici, sovrastati dalla torre mozza dei Caetani. Il castello della famiglia Pierleoni sorse prima dell'anno Mille. Con la decadenza di questa famiglia, il castello passò nel 1200 ai Caetani e tale rimase fino alla terribile alluvione del 1557 che semidistrusse gli edifici dell'isola e la stessa chiesa di san Bartolomeo. Ciò che rimase dell'edificio fu donato ai Francescani che vi fondarono un convento, affittato nel 1870 all'Ospedale Israelitico. Una atmosfera ascetica caratterizza la chiesa di san Bartolomeo. Qui, secondo la tradizione, è sepolto il corpo dell'apostolo Bartolomeo, fortunosamente rinvenuto in Oriente.  
Una visita ai luoghi storici del Fatebenefratelli riserva alcune sorprese: la bella chiesa barocca di san Giovanni Calibita, poi, nell'aula della scuola medica, la lunetta della Flagellazione di Cristo, il superbo dipinto di Mattia Preti.   

Fondato verso la fine del '500 dai discepoli del portoghese San Giovanni di Dio, l'ospedale Fatebenefratelli riceve fin dagli inizi una impronta di avanguardia. Lo testimoniano Il "registro dei ricoverati2, Le "cariole", vere e proprie antenate delle nostre ambulanze, e la "carta de memoria", paragonabile alla nostra cartella clinica.  L'isola Tiberina svela così la sua anima e forse la sua vocazione.


IL GHETTO

Il ghetto ebraico di Roma è tra i più antichi ghetti  del mondo: è sorto infatti quaranta anni dopo quello di Venezia, che è il primo in assoluto. Il 12 luglio 1555, il papa Paolo IV, al secolo Giovanni Paolo Carafa, con la bolla Cum nimis absurdum revocò tutti i diritti concessi agli ebrei romani ed ordinò la istituzione del ghetto, chiamato "serraglio degli ebrei", facendolo sorgere nel rione Sant'Agnese, accanto al Teatro Marcello. A unire l'isola alla terraferma, due sono i ponti, vetusti, ma solidi: il Cestio, che la collega con la sponda di Trastevere, e il Fabricio, o ponte Quattro Capi. Il Fabricio, che fu costruito nel 62 a. C., è il più antico ponte di Roma giunto fino a noi pressoché intatto Il Cestio invece, eretto nel 46 a.C. da Lucio Sestio, è stato in buona parte rifatto verso la fine dell'Ottocento.  Ma è il Ponte Rotto a calamitare l'occhio. Si tratta di un pittoresco rudere, una unica arcata superstite dei numerosi crolli del ponte Emilio del 179 a.C., rifatto in epoca papale  Il cae rovinato alla fine del '500.




IMMAGINI

L'ARA PACIS

IL "CONTENITORE" DI RICHARD MEIER














L'ARA PACIS: VISTA DEL LATO ANTERIORE



















L'ARA PACIS: ALTRE DECORAZIONI



Decorazioni del lato sinistro




Decorazioni sulla parte posteriore









Vista del lato posteriore



INTERNO















BUSTI








LA FONTANA






IL MAUSOLEO DI AUGUSTO







L'ISOLA TIBERINA



IL PONTE FABRICIO













VISTE DALL'ALTO











SAN BARTOLOMEO ALL'ISOLA


































IL TEVERE















IL GHETTO


LA SINAGOGA






















ALCUNE VIE










Piazza delle cinque Scole con la fontana (asciutta)


















Via del Portico diOttavia



Il Portico diOttavia





Scorcio del Teatro Marcello







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