venerdì 17 febbraio 2012

CRETA - PALAZZO DI CNOSSO


Costruito intorno al 1900 a.C., il primo Palazzo di Cnosso venne distrutto da un terremoto (forse provocato dalla eruzione di un vulcano nell'isola di Santorini) intorno al 1700 a.C. e fu subito interamente ricostruito. Le rovine restaurate visibili oggi appartengono interamente al secondo palazzo.
A differenza di altri siti minoici, il palazzo è stato fantasiosamente ricostruito da Sir Arthur Evans tra il 1920 ed il 1929. Mentre le sue interpretazioni sono oggetto di controversie accademiche, la scelta fatta per la ricostruzione del secondo palazzo consente di farsi una idea della vita nella Creta minoica.

Capitale della Creta minoica, Cnosso era il palazzo più grande e raffinato dell'isola. Disponeva di più di 1000 sale e degli agi dati da un articolato sistema fognario, bagni con acqua corrente e strade lastricate. La leggenda vuole che a Cnosso si trovasse un labirinto sotterraneo, progettato per imprigionare il Minotauro. Questo mostro dalla testa taurina su un corpo umano fu generato dalla moglie del re Minosse, Pasifae, e venne ucciso da Teseo.

Il palazzo ricostruito era privo di mura difensive, cosa che testimonia la totale assenza di invasioni da parte di altri popoli. Verso il 1450 a.C.  Cnosso fu devastata dai Micenei, popolazione proveniente dal Peloponneso, come testimoniano i testi in "lineare B" (forma arcaica di lingua greca )rinvenuti nel palazzo da sir Evans a Cnosso, finché verso la metà del XIV secolo a.C. la città iniziò a decadere. Vi sono infine fonti che indicano la presenza di artigiani cretesi nelle città micenee dove veniva apprezzata la loro alta conoscenza nel campo dell'oreficeria.
Dopo varie ricerche fallite, la fortuna aiutò invece Sir Arthur Evans, archeologo e in quel periodo direttore dell'Ashmolean Museum di Oxford, che incominciò scavi sistematici nel 1900, seguito dal suo assistente, l'archeologo inglese D. Mackenzie, che teneva anche il diario di scavo, dopo la proclamazione dell'autonomia dell'isola. Verso la fine del 1903 quasi tutto il palazzo era scoperto e la ricerca procedette nei dintorni
Fin dall'inizio i monumenti scoperti avevano bisogno di restauro. Così certe parti del palazzo sono state restaurate e in questi lavori fu usato il cemento armato in abbondanza. Le parti che corrispondevano a costruzioni in legno furono all'inizio dipinte in giallo (oggi il colore giallo è sostituito). Inoltre, copie dei meravigliosi affreschi trovati durante gli scavi sono state collocate ai posti originali. Questo metodo di restauro è stato criticato da molti a causa dell'utilizzo di materiali estranei all'architettura minoica. Altri scienziati hanno contestato certi risultati di Evans. A parte tutto ciò, la intuizione, l'immaginazione creativa e la profonda conoscenza scientifica di Evans sono sempre state ammirate. In grandissima parte si deve a lui la scoperta dello splendore del mondo minoico.

Il mito del palazzo di Cnosso è noto a tutti e tutti avranno provato a ricostruire mentalmente la colossale residenza di Minosse. Evans l'ha fatto, partendo dalle fondamenta, con calcestruzzo e frammenti di pitture. Così, nonostante le critiche, il mito minoico riprende vita e noi possiamo penetrarvi.




Il Nuovo Palazzo aveva tre ingressi che si aprivano a nord, a ovest ed a sud. Si entra dall'ingresso ovest e si attraversa un cortile pavimentato, dove si tovano tre fosse circolari per le offerte ed un altare affiorante dal terreno. La via lastricata conduce a sinistra al teatro e, dalla parte opposta, al palazzo; lungo il muro perimetrale, prima dell'ingresso, c'è un lungo altare. Si parte dai Propilei (1) e si incontra un locale, considerato corpo di guardia (2); si arriva poi nel Corridoio delle processioni (3), così chiamato per via di un lungo affresco che lo decorava, raffigurante lunghe file di fedeli che portano offerte alla divinità (di qui proviene Il portatore di ryton, ora al Museo di Iráklio). Tramite una scala con colonnato (4), si accede ad altri propilei ed un porticato: forse questo era l'ingresso dell'AnticoPalazzo. C'é poi un locale dove i viaggiatori potevano trovare ospitalità ed abbeverare i cavalli (5): é quello che Evans ha chiamato Carovanserraglio

Il Corridoio delle processioni girava a sinistra, fino ad incrociare il corridoio dall'ingresso meridionale del Nuovo Palazzo (6). Questo era decorato dall'affresco del Principe dei gigli (7) ed immetteva nel cortile centrale. Dobbiamo poi passare dal lucernario (8), dato che l'ala sud del Corridoio delle processioni è crollato, poi dai Grandi Propilei (9). Tramite una scalinata si sale al piano superiore.  Arrivati a questo punto, si attraversa il vestibolo (10) che immette nel Santuario a tre colonne (11). A sud di questo si trova il locale del tesoro (12), dove sono stati trovati arredi sacri ed oggetti di culto. Torniamo nel vestibolo ed imbocchiamo un corridoio (13) conduce all'ala nord del piano superiore; a sinistra c'è la Sala grande (14) e la Sala del santuario (15), che si trovano sopra i magazzini del piano terreno. A destra c'è un piccolo locale (16), che dà luce alla sottostante Sala del trono.  Alle pareti ci sono copie di affreschi provenienti da diversi ambienti del palazzo. Si esce poi su un terrazzino e si scende la scala.  

Si arriva così al vestibolo (17) e successivamente nella Sala del trono (18), che risalgono al periodo della dominazione achea (fra il 1450 e il 1400 a.C.), successiva alla distruzione del Nuovo Palazzo a causa del maremoto. Il vestibolo comunica con il cortile per mezzo di un porticato; lungo le pareti ci sono sedili di gesso alabastrino; il bacile in porfido, secondo Evans, doveva contenere l'acqua per le purificazioni (in realtà fu trovato nel corridoio adiacente nord). Alla Sala del trono si accede con una doppia porta; qui ci sono  sedili di gesso alabastrino; anche il trono è di gesso alabastrino. Doveva essere dipinto, dato che ci sono tracce di coloro rosso e bianco; sulle pareti ci sono affreschi di grifoni. In un piccolo locale accanto si trova una vasca priva di  condotti di scarico; doveva essere usato per le purificazioni rituali.

Uscendo nel cortile, si trova una monumentale scalinata (19) che porta al piano superiore. Qui si trova il Santuario delle tre colonne (20), interamente ricostruito. All'interno c'è una stanzetta, dove è stata trovata una cassa di legno contenente tavolette in Lineare B. Alcuni gradini immettono in un ambiente posto più in basso (21), che fa da anticamera alle Cripte dei pilastri. La prima cripta (22) contiene due piccole cisterne, mentre l'altra (23) ha una fossa quadrata; queste servivano per la raccolta delle offerte. Dalle cripte si accede alla Stanza dei bacini (24), dove venivano probabilmente custoditi arredi sacri. Si va poi in un ambiente (25), in cui è collocato un pitos decorato con medaglioni.  Da qui si accede al Tesoro del Santuario (26), dove sono state trovate le statuette delle "dee dei serpenti".  
 A ovest di questi locali si trovano 18 magazzini, in cui sono stati trovati 150 grandi pitoi; la loro collocazione nell'ala del palazzo destinata al culto significa che i beni in essi conservati, olio e vino, erano destinate alla divinità. Sopra i magazzini ci sono le sale 14 e 15.

Il lato sud del cortile era chiuso da un colonnato che sosteneva due piani porticati con ballatoi; le colonne dei piani superiori però erano di legno ed il loro cedimento ha coinvolto nel crollo quasi tutta questa ala. Il lato a est, costruito sul versante più ripido dalla collina, aveva diversi piani. Dalla parte opposta rispetto al Santuario tripartito, una grande scala (27), di cui è rimasta intatta; questa porta in basso ed illumina gli ambienti inferiori. Un corridoio porta quindi alla Sala delle asce bipenni (28) o Megaron del re, locale che ha porte su tre lati  che potevano aprirsi per farne una grande sale delle udienze o per prendere luce dal portico che lo avvolge da sud e ad est. Sul lato meridionale c'è un corridoio che porta al Megaron della Regina (29), ornato con splendidi affreschi. Sul lato sud-ovest una porta porta alla stanza da bagno della regina (30); qui si possono vedere gli scarichi del palazzo.

Lungo la facciata est, verso l'esterno, correva un porticato (31), a cui si accedeva da un vestibolo (32) che immetteva anche nell'ala dedicata alle botteghe: tagliapietre (33) e ceramisti (34). Successivamente si arriva al Corridoio dall'imboccatura di pietra (35); in alto, sul muro ovest, si trova l'estremità di un condotto di drenaggio che versava in una cisterna l'acqua piovana. Dopo il cortile si trova la scala (36) che porta al Bastione orientale (37), da cui si scendeva nella valle. A nord della scala si trova il Magazzino dei pitoi (38). Sotto il livello del pavimento del corridoio (39) che conduce a quest'ala si vedono i tubi in ceramica dell'acquedotto che portava l'acqua al palazzo dal monte Juktas.

Salendo la scala, si torna al cortile centrale. Lungo il lato settentrionale siapre l'ingresso nord (40); a sinistra, sotto le grate, si trovano sei locali senza aperture, appoggiati su strati risalenti al neolitico (41). Evans chiamò questi ambienti "vecchia fortezza" e pensò che costituissero delle prigioni. Sopra di essi, all'epoca del Nuovo Palazzo, furono edificati un santuario ed una sala (42), in cui è stato trovato "il raccoglitore di crochi".

La strada che sale dal cortile all'ingresso esterno nord era fiancheggiato da portici, di cui è stata restaurata solo una parte.  Al termine della strada si trova la Dogana (43), grande sala con otto pilastri e due colonne, ordinati su due file. E così chiamata, perchè qui terminavano le strade che venivano dal mare; sul lato ovest della sala si apriva l'ingresso esterno nord (44). Lungo la facciata settentrionale  si trovano poi un politiro (45) e un locale con cisterne per purificazione (46). Dall'ingresso, detto Portico della Dogana, una strada lastricata conduce al Teatro (47), con due tribune da 500 posti ed un palco. 

Da qui si va al Piccolo Palazzo, che si trova al di là della strada che viene da Iraklion. Fu costruito nel 1600 a.C. dopo il terremoto che aveva colpito l'isola in quel periodo e aveva uno scopo espiatorio e religioso. 












Vista dall'alto del sito





Ricostruzione grafica del palazzo di Cnosso

Ricostruzione del Palazzo di Cnosso










Con l'anticamera ed il bacino lustrale adiacenti, si ritiene che la Sala del Trono servisse da tempio. Il trono originario, probabilmente di una sacerdotessa, è sorvegliato da un affresco restaurato di grifoni, simboli sacri in epoca minoica.

L'acciottolato antico










Pythoi giganteschi



Più di cento pythoi (giare) giganti sono stati trovati a Cnosso. Erano usati per immagazzinare le riserve alimentari.






















Alle spalle del Palazzo di Cnosso si allargano le colline. 











Propileo meridionale del Palazzo di Cnosso



Ad allietare il luogo ci sono numerosi pavoni


La mappa del sito (da  Le isole greche - Mondadori)         




Ricostruzione del palazzo reale con lo spaccato degli appartamenti


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Ecco la pianta attualmente fornita con il biglietto di ingresso.

 



PROPILEO OCCIDENTALE (4)




L'attuale ingresso nel palazzo segue l'antico ingresso occidentale.  Percorrendo una via processionale, il visitatore incontra il Propileo Occidentale (4). Di qui iniziava il maestoso Corridoio delle Processioni (5). 

 

PROPILEI MERIDIONALI (8)  - A -








Copie di  parti dell'Affresco della Processione nel muro restaurato dei Propilei Meridionali



Portatori di doni

I Propilei Meridionali furono restaurati da Evans che sul muro collocò copie dell'Affresco della Processione, in cui sono riprodotte 4 figure maschili (dorophoroi, portatori di doni) dal caratteristico abbigliamento minoico. Essi portano vasi rituali come offerte o come utensili indispensabili alla realizzazione di un atto sacro verso la divinità. I Propilei erano costituiti da due coppie di colonne e da una di pilastri,che circondavano l'ingresso verso il piano superiore. I Propilei Meridionali costituivano l'entrata sorvegliata di accesso alla larga scala che conduceva agli ambienti ufficiali del piano superiore (Piano Nobile).

I pithoi collocati nei Propilei Meridionali, quando questi furono trasformati in magazzini nel periodo della rioccupazione del palazzo.
Scala che conduceva agli ambienti ufficiali del Piano Nobile

CORRIDOIO DELLA PROCESSIONE (5)

Il Corridoio della Processione (5) è così chiamato dall'affresco che ne decorava le pareti. Esso rappresentava la processione sacra: numerosi uomini e donne portavano doni e vasi rituali. A capo della processione c'era il Principe dei Gigli. Il corridoio in legno che segue oggi il visitatore segue il percorso dell'antico Corridoio della Processione, che era ampio e decorato con lo splendido affresco. Il corridoio della Processione fu restaurato da Evans e contiene una copia del Principe dei Gigli.










Il Principe dei Gigli (9), conservato al Museo Archeologico di Knossos

 

STANZA DELLE COPIE (19)




COMPLESSO DELLA SALA DEL TRONO (25 - 27)  - B -






Bacino Lustrale del Palazzo
Di fronte al trono c'è il primo Bacino Lustrale che si incontra nella visita del palazzo. Si trova ad un livello più basso rispetto al pavimento ed è circondato da un parapetto in muratura, su cui poggiano delle colonne. Pochi gradini consentono di scendere nel bacino che è decorato con lastre di gesso e stucco affrescato.




La sala del trono (25 - 27)
Al centro del muro settentrionale domina l'imponente trono nello stesso luogo e stato in cui fu rinvenuto. E' in gesso alabastrino, ma i particolari della sua costruzione mostrano che si rifà ad un modello ligneo. L'accurata realizzazione e lo schienale dal bordo ondulato conferiscono al sedile  un aspetto imponente. Nella decorazione pittorica della parete, a cui è appoggiato, si vede la copia dell'affresco, raffigurante due grifoni affrontati. I grifoni sono esseri mitici che sono simboli di determinazione ed avvedutezza, e sembrano inquadrare il trono e proteggerlo.   




Il passaggio che conduce alla sala del trono

 

GRANDE SCALINATA (29)






La Grande Scalinata, la più grande del palazzo, è stata definita uno dei capolavori della architettura minoica. Con la sua robustezza e lo sfruttamento razionale della illuminazione naturale, riesce ad abbinare la robustezza della costruzione alla snellezza ed alla grazia. E' un edificio imponente, che si elevava per almeno un altro piano al di sopra del cortile. E' costituito da due ali di scale che si ripetono ad ogni livello.

MEGARON DELLA REGINA (34)



Affresco dei Delfini, conservato al Museo Archeologico di Knossos






Megaron della Regina (34)
La prima apertura conduce al piano superiore e la seconda al Megaron del Re

 

MEGARON DEL RE (35)

La facciata doppia con colonnati del Megaron del Re

 BASTIONE OCCIDENTALE (46)  - C -













Bastione occidentale (46) - Affresco del Toro

Evans restaurò gran parte del Bastione Occidentale e lo decorò con una copia del famoso affresco in rilievo in rilievo del Toro, che era stato trovato caduto sul pavimento.



Affresco in rilievo del Toro,  conservato al Museo Archeologico di Knossos


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Accanto al Palazzo di Cnosso era stato costruito un teatro, dove avvenivano feste, cerimonie e giochi, tra cui la "giostra dei tori"; aveva una capienza di 500 persone.





Taurokathapsia - Il celebre affresco con l'atleta che compie il salto del toro




VISTE DALL'ALTO





















Foto Nasa 

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