mercoledì 4 maggio 2011

HERAKLION - LE IMPONENTI FORTIFICAZIONI VENEZIANE E L'ASSEDIO DEI TURCHI


I veneziani migliorarono il sistema difensivo costruendo gigantesche mura con sette bastioni ed una fortezza al porto. Le mura veneziane sono lunghe 5 km e furono costruite a partire dal XV secolo su preesistenti fortificazioni bizantine.




Nel 1644, i cavalieri di Malta attaccarono un convoglio ottomano, salpato da Alessandria e diretto a Costantinopoli. Successivamente, approdarono a Candia con il bottino che comprendeva una parte dell'harem del Sultano, di ritorno da un pellegrinaggio a La Mecca.

In risposta, un esercito ottomano di 60.000 uomini, comandato da Yussuf Pasha, sbarcò a Creta ed occupò La Canea (l'odierna Chania) e Rettimo (l'odierna Rethimno). Entrambe le città richiesero mesi per essere conquistate. Tra il 1645 ed il 1648, i Turchi occuparono il resto dell'isola e si prepararono a prendere la capitale, Candia.

L'assedio di "Candia" (odierna Heraklion) durò dal 1648 al 1669, forse il più lungo assedio nella storia. I Turchi investirono per tre mesi la città, tagliando il rifornimento di acqua. Per i 16 anni successivi, continuarono a bombardare la città con scarso effetto.

"Gli strateghi veneziani si erano resi conto da un pezzo che Creta non poteva essere difesa dalle basi locali. Bisognava fare leva sulla potenza marittima per intercettare l'invasore o per distruggerne le linee di comunicazione.
Così, quando fu chiara l'intenzione turca di attaccare Creta,  i veneziani mobilitarono rapidamente una flotta formidabile, a cui si aggiunsero saltuariamente navi di Malta, degli stati pontifici, di Napoli e della Toscana." (Frederic C. Lane - Storia di Venezia - Ed. Einaudi)

I Veneziani cercarono dunque di bloccare lo stretto dei Dardanelli, tenuto dai Turchi, per prevenire l'arrivo di nuovi rinforzi alle forze assedianti. Questo portò ad una serie di azioni navali. Il 21 giugno 1655 ed il 26 agosto 1656, i Veneziani riuscirono vittoriosi, anche se il comandante veneziano Lorenzo Marcello morì nel secondo scontro. Questa seconda battaglia è  stata definita "la più dura sconfitta subita dai Turchi dopo Lepanto. Tuttavia nei giorni 17 - 19 luglio 1657, la flotta ottomana sconfisse i Veneziani ed il capitano veneziano Lorenzo Mocenigo fu ucciso.

Venezia ricevette aiuti occidentali, dopo la pace dei Pirenei del 1659 tra Francia e Spagna. "La strenua difesa ventennale di Candia suscitava ammirazione in tutta Europa, come una storia romantica di assalti e sortite, rivellini perduti e riconquistati. Offrire il proprio contributo alla causa della cristianità diventò un gesto di moda." (Frederic C. Lane - Storia di Venezia - Ed. Einaudi).  I giovani nobili degli stati cristiani si arruolavano sotto la bandiera veneziana; compagnie di francesi combattevano con le schiere pontificie.La pace di Vasvàr del 1664 rese disponibili ulteriori forze ottomane per l'assedio. Nel 1666, un tentativo veneziano di riprendere la base turca di La Canea fallì. L'anno seguente, il colonnello Andrea Barozzi, un ingegnere militare veneziano, passò ai Turchi e diede loro informazioni sui punti deboli nelle fortificazioni di Candia. L'arrivo di ingenti rinforzi turchi al comando del Gran Visir segnò la fine di Candia.

Nel 1669, una spedizione con forte partecipazione francese, sotto la guida di Mocenigo, non solo fallì nel togliere l'assedio, ma perdette anche la nave vice-ammiraglia La Therèse, armata con 58 cannoni, a causa di una esplosione accidentale. Questo duplice colpo ebbe effetti devastanti sul morale dei difensori.
Rimasto con soli 3600 uomini validi e scarsi rifornimenti, il Capitano generale Francesco Morosini concluse nel 1669 un accordo per la resa di Candia, che consentiva ai veneziani di ritirarsi con l'onore delle armi e di mantenere a Creta piccole basi di vitale importanza navale (Spinalonga, Gramvousa e Souda) e inoltre conservava a a Venezia due isole dell'Egeo (Tine e Cerigo) ed il territorio conquistato in Dalmazia.

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Il forte ha due piani con 26 appartamenti e nella sua forma finale occupava 3.600 mq. Al piano terreno c'erano originariamente cinque aree per cannoni. Escludendo i corridoi per i cannoni nelle sale, il piano terreno accoglieva gli alloggi del capitano, magazzini, prigioni, camere di tortura. Il resto era usato per l'immagazzinamento di derrate alimentare e munizioni. Al primo piano, che formava una grande piazza, c'era la torre del faro al lato Nord. C'erano anche quartieri per i soldati, gli ufficiali, il governatore. Un mulino, un panificio e una chiesa erano strutture che assicuravano autonomia alla guarnigione dei forti.

Nel 1630 al piano terreno c'erano 18 cannoni, mentre al primo piano ce n'erano 25; avevano lo scopo di proteggere il forte. Al tempo stesso c'erano 300 contenitori e 6.144 palle di cannone di varie dimensioni. Una rampa interna era usata per trasportare i cannoni al primo piano. Ai lati Nord Est, Ovest  e Sud, all'esterno del forte, c'era il leone alato di Venezia che rimane ancora oggi.

Un dettaglio degno di nota è che, durante l'occupazione turca fu costruita un'altra "piccola Koules", di fronte a quella originale per rafforzare la protezione del porto; fu demolita nel 1936.     








































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