martedì 26 maggio 2015

MODENA - LA CITTA' DELLA GHIRLANDINA



UN POCO DI STORIA


Modena è una città di circa 180 mila abitanti, ubicata sulla via Emilia, a circa 30 km dalle alture appenniniche. E' una città dotata di grande vivacità civile e culturale ed ha conosciuto nel dopoguerra una rapida crescita economica. 
Modena entra nella fase storica con la fondazione di Mutina nell'ambito del processo di colonizzazione romana nel 183 a.C. Fu città floridissima in epoca romana, ma conobbe un periodo di abbandono nel V e VI secolo, a causa di guerre ed alluvioni.    
La città andò lentamente risorgendo intorno all'episcopio. Grazie ai privilegi imperiali ottenuti dalla autorità vescovile, come la concessione al vescovo Leodoino di realizzare una cerchia munita (891), il nucleo urbano si andò rafforzando e svolse un ruolo politico autonomo tra le potenze di Canossa e della Abbazia di Nonantola. In tale clima trova identità una forza civica laica che avrà la più significativa espressione nella costruzione della nuova Cattedrale di Lanfranco e Wiligelmo nel 1099. Il potere vescovile ebbe termine con l'autonomia comunale nel 1135.  Nel 1249 la ghibellina Modena fu sconfitta dalla guelfa Bologna nella battaglia di Fossalta. A partire dal 1289 sorse, al margine dell'abitato il nuovo Castello Estense, segnando la sottomissione di Modena, per lungo tempo in preda a lotte intestine, a Obizzo II d'Este, signore di Ferrara.   
Significativi mutamenti della struttura urbana avvennero a partire dal 1546 con la ricostruzione allargata delle mura per volontà di Ercole II d'Este. Verrà costruita nella zona nord-occidentale della città la addizione Erculea.  E' però dal 1598, con il trasferimento a Modena della corte estense, a seguito  del passaggio di Ferrara allo Stato Pontificio, che la città assume la veste di capitale del ducato. Il nuovo fulcro diventerà il Palazzo Ducale, costruito a partire dal 1630 inglobando l'antico castello.
Sotto il governo dell'illuminato Francesco III (duca dal 1737 al 1780), nel periodo successivo alla pace di Aquisgrana del 1748 che segnò la fine della guerra di Successione austriaca, si ebbe una imponente riforma dei servizi e della maglia stradale.  
Con il Plebiscito del 1860 Modena entrò a fare parte del Regno d'Italia.

GLI EDIFICI PIU' IMPORTANTI

La Cattedrale
E' il monumento più importante della città ed uno dei più insigni modelli della architettura romanica padana. Furono gettate le fondamenta nel 1099, ma già nel 1106 la cattedrale accoglieva le spoglie di San Geminiano, vescovo e patrono di Modena vissuto nel IV secolo,  alla presenza di Matilde di Canossa.  Fu compiuta e consacrata da papa Lucio III nel 1184. A Lanfranco, architetto e direttore del cantiere, che per l'apparato plastico si era avvalso della geniale collaborazione di Wiligelmo, subentrarono i maestri campionesi, qui documentati dalla fine del XII al XIV secolo.
Il paramento esterno è in pietra vicentina e veronese, con frequente reimpiego di marmi romani, recuperati durante la fase di scavo delle fondazioni da una precedente cattedrale. La facciata, monocuspidata, con ali a spiovente, è divisa in tre settori corrispondenti alle navate, da due contrafforti che le imprimono uno slancio verticale, equilibrato dal corso orizzontale di una galleria ad arcatelle (trifore racchiuse entro ampie arcate).
Al centro, sotto un grande rosone gotico inserito dai campionesi (fine XII secolo) è il portale maggiore scolpito da Wiligelmo e sormontato da un protiro con edicola, retto da leoni stilofori romani. I rilievi sulla faccia anteriore degli stipiti raffigurano il motivo simbolico del tralcio "abitato", che nella parte superiore assume l'aspetto di un vigneto; quelli sulla faccia interna degli stipiti recano 12 figure di profeti e patriarchi.      

Sono opera di Wiligelmo anche i "quattro bassorilievi con storie della Genesi". Esse sono un esito altissimo della scultura romanica e riassumono memorie dell'arte romana, suggestioni bizantine, aggiornamenti di provenienza renana. La successiva apertura da parte dei Campionesi, con conseguente innalzamento delle due lastre laterali, alterò la continuità narrativa prevista da Wiligelmo.
  
L'interno della Cattedrale, interamente in laterizio, è reso suggestivo dalla luce che filtra dal rosone attraverso le vetrate policrome su disegno di Giovanni da Modena (1450). L'impianto a tre navate con presbiterio molto soprelevato rappresenta una geniale sintesi di Lanfranco: alle colonne marmoree della tradizione basilicale si alternano pilastri a fascio in mattone, secondo l'innovazione ingegneristica borgognona. La copertura a crociere del XV secolo sostituisce quella a soffitto (o a capriate) di Lanfranco. Il pulpito, a metà della navata centrale, è opera di Arrigo da Campione. Al termine delle navate sorge un bel pontile, poggiante su sei colonne, di cui le quattro centrali sono sostenute da leoni.

Tramite la scala al termine della navata destra si sale nell'area presbiteriale soprelevata. L'altare in marmo, ornato di pietre dure, è del 1694. E' sostenuto da sei coppie di colonnine ed una centrale con eleganti capitelli. Il coro intarsiato è opera di Cristoforo e Lorenzo Canozzi di Lendinara.

La cripta si svolge per tutta l'ampiezza del presbiterio; è a tre navate sostenute da 60 colonnine con capitelli di arte lombarda. Nell'abside mediana è visibile la tomba di San Geminino, morto forse nel 397 d.C.  
La torre "Ghirlandina"
Accanto alla zona absidale si slancia la torre campanaria, già torre di avvistamento e di difesa, detta Ghirlandina, dalla ghirlanda marmorea che ne cinge la cuspide. E' opera di Lanfranco fino al penultimo piano, mentre l'ultimo piano e la guglia ottagonale sono opera dei Campionesi. Nel 1580 fu soprelevata di 14 metri.  
Palazzo Comunale

E' attestato sui lati settentrionale e orientale di Piazza Grande. Ha inglobato una serie di edifici medioevali, "incamiciati, a partire dal XVII secolo in un paramento unitario. Al centro del palazzo domina la Torre dell'Orologio, duecentesco arengario del popolo, riqualificato dal 1520 con raffinati fregi marmorei e cornicioni marcapiano di Ambrogio Tagliapietra. E' sormontata da un cupolino d'impianto ottagonale di Bartolomeo Bonascia. L'orologio fu costruito da Ludovico Gavioli nel 1868. La sottostante statua dell'Immacolata è opera di Giuseppe Mazza e fu collocata nel 1805.   


Palazzo Ducale

Il Palazzo Ducale ha una poderosa mole quadrilatera, inquadrata in un contesto che si caratterizza per la sua discrezione. Il primo nucleo fu costruito dagli Estensi nel 1288; distrutto ai primi del '300, fu ricostruito nel 1336. L'edificio vide mutata la sua funzione difensiva nel 1598, quando la corte vi si trasferì da Ferrara e Modena fu eletta capitale dello stato. La struttura attuale, con funzione di aulica rappresentanza, inglobò la struttura originaria del castello. La costruzione iniziò nel 1630 sotto la direzione del romano Girolamo Rainaldi e, successivamente, del suo allievo Bartolomeo Avanzini. Quest'ultimo realizzò la lunghissima facciata a tre ordini di finestre su doppie cornici marcapiano e balaustrata sul cornicione, fra due torri angolari. Al centro sorge un torrione che si alleggerisce progressivamente nella sopraelevazione della loggia a tre arcate e in quella dell'orologio, collocato nel 1756.    Dal 1862 il palazzo è sede dell'Accademia Militare. 



LA CATTEDRALE

























INTERNO DELLA CATTEDRALE












 

La navata sinistra
La navata di destra

LA CRIPTA














Vista della navata centrale dalla Cripta


LA GHIRLANDINA















IL PALAZZO COMUNALE










IL PALAZZO DUCALE












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