lunedì 1 ottobre 2018

ORVIETO, LA SUGGESTIVA CITTA' ARROCCATA ALLA SOMMITA' DI UNA RUPE


DESCRIZIONE




DUOMO




L’inizio della sua costruzione risale al 1290. Sulle fondamenta di un tempio etrusco, dopo la demolizione della antica Cattedrale di Santa Maria e  della Chiesetta di San Costanzo. Il nuovo, grande edificio fu voluto dagli orvietani e dallo stesso papa Nicolò IV che benedisse la prima pietra, affinché qui si conservasse il famoso lino insanguinato del noto prodigio di Bolsena del 1263, insieme ai frammenti dell’ostia consacrata, portati subito qua da quel piccolo borgo.  Ad Orvieto, l’11 agosto 1264 il papa Urbano IV promulgò l’istituzione della festa del Corpus Domini.

Tuttavia l’idea di costruire una nuova cattedrale era già nella mente degli orvietani e soprattutto del clero che si vedeva costretto, già dal 1199, ad officiare in altre chiese della città, perché la vecchia Cattedrale di Santa Maria diventava sempre più inagibile.

Fra’ Bevignate da Gubbio (il celebre costruttore, insieme a Nicola e Giovanni Pisano, della Fontana Maggiore di Perugia) deve essere stato il primo direttore capomastro della nuova costruzione, quasi certamente su disegni dell’ancor più celebre Arnolfo di Cambio, l’architetto del Duomo di Firenze.  



La forma fu quella basilicale romanica a  tre  navate, trasformatasi nel tempo in gotica, con le tipiche volte a crociera dell’abside di Giovanni da Uguccione, successore di Fra’ Bevignate. Nel 1304 circa, intervenne su tutto il senese Lorenzo Maitani “universalis caput magister”, anche perché l’edificio subì alcuni cedimenti sui muri perimetrali. Ciò costrinse Lorenzo Maitani a rinforzarli con robusti arconi rampanti, ancora visibili, entro cui furono ricavate, a sinistra e a destra, la cappella del Corporale e la cappella di  San Brizio. Maitani successivamente ampliò, ormai in stile prettamente gotico, il transetto con l’abside quadrata, che fu poi aperta al centro dalla grande quadrifora (1328/34), decorata dal maestro di vetri Giovanni da Bonino.   


Intorno al  1310 iniziò la costruzione della sublime facciata che oggi ci appare simile ad un immenso reliquiario prezioso, divisa,  in tre zone, corrispondenti, all’interno, alle tre navate, delimitate, all’esterno, da quattro grossi piloni scanalati, terminanti in appuntite guglie. La più alta, di destra, fu innalzata solo nel 1503 da Michele Sanmicheli e terminata da Antonio da Sangallo il giovane. Essa fu colpita da un fulmine e fu ricostruita nel 1795 da Giuseppe Valadier.     












IMMAGINI



DUOMO



















































INTERNO DEL DUOMO




ABSIDE



















LE NAVATE






















CAPPELLA DI SAN BRIZIO







Luca Signorelli - Predica dell'Anticristo






Luca Signorelli - La Resurrezione dei Morti













Luca Signorelli - I dannati spinti all'inferno











Luca Signorelli - Gli eletti in Paradiso


CAPPELLA DEL CORPORALE





















La Pietà di Ippolito Scalza (1579)



VISTE DELLA CITTA'

PALAZZO DEL POPOLO
















LA CHIESA DI SANT'ANDREA E IL SUO CAMPANILE DODECAGONALE









POZZO DI SAN PATRIZIO








VISTE PANORAMICHE




















UN BUON PRANZO








Trattoria La Pergola


CIVITA DI BAGNOREGIO, LA CITTA' CHE MUORE










Civita di Bagnoregio è raggiungibile con un autobus dalla stazione di Orvieto.




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