giovedì 10 settembre 2015

RODI - UNA PASSEGGIATA SULLE MURA





Il primo attacco dei Turchi a Rodi ci fu nel 1480; l'assedio fallì, però gli assalitori erano riusciti ad aprire una breccia da cui erano entrati alcune centinaia di giannizzeri. Fortunatamente, i cavalieri riuscirono a ricacciare gli invasori e ad impedire ulteriori infiltrazioni. Il valore dei Cavalieri durante l'assedio aveva suscitato ammirazione nel mondo cristiano e stimolato le donazioni. Con tali soldi furono apportati molti miglioramenti alle fortificazioni, in previsione di nuovi attacchi.

Nel 1522 il sultano Solimano il Magnifico invase Rodi con forze imponenti. Secondo alcune fonti, i Turchi erano 200.000 con 400 navi; ad essi  si contrapponevano 700 Cavalieri e 7000 ausiliari greci. Per il sultano Rodi era una "spina nel fianco": va infatti tenuto presente che Rodi dista appena una quindicina di chilometri dalle coste turche che sono visibili distintamente.


L'assedio durò sei mesi; Solimano, dopo avere perso decine di migliaia di uomini, pensava di ritirarsi, ma un traditore, il D'Amaral, gli rivelò i punti deboli delle fortificazioni. Così i Cavalieri furono costretti ad arrendersi; i 170 superstiti ebbero salva la vita ed i loro averi. Salparono alla volta di Civitavecchia, da cui si trasferirono a Malta, che fu loro donata da Carlo V nel 1536. Lì i Cavalieri rimasero fino all'attacco di Napoleone. Solimano, per ringraziare Allah della conquista, costruì a Rodi una Moschea. Le chiese furono trasformate in moschee.



L'ingresso dei Turchi nella città fu segnato dalla strage degli abitanti che, secondo la tradizione, finì solo quando lo stesso Solimano vide il sangue dei Greci scorrere come un fiume. L'occupazione dei Turchi durò 390 anni, che l'isola passò sotto un giogo oppressivo; i Greci che opponevano resistenza furono torturati, privati dei loro averi, scacciati dalla città murata, dove abitavano solo i Turchi e gli Ebrei. 

Percorrere il sentiero sopra le mura fa respirare aria di Medio Evo. Ci si può immaginare l'eroica resistenza dei difensori che bombardavano i Turchi che dal fossato cercavano di scalare le mura. 


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Da “Maometto il Conquistatore” di Franz Babinger


“Le truppe in riposo sulla costa anatolica, dove avevano svernato,  furono imbarcate e il 23 maggio 1480 cominciò l’assedio della città e della fortezza di Rodi, che si protrasse per 89 giorni.  …. La flotta, nonostante la violenta opposizione del presidio del castello, fece approdare a ovest della città di Rodi, ai piedi del monte Santo Stefano, cannoni e truppe che subito si trincerarono sul monte; e già due giorni dopo due enormi cannoni furono portati verso le mura. Essi furono messi in posizione presso la chiesa di Sant’Antonio.  …. Gli assedianti portavano con sé circa sedici cannoni pesanti … L’effetto delle grandi palle di pietra scagliate dalle bocche dei giganteschi cannoni dalla parte di terra contro le trincee esterne e specialmente contro la principale fortificazione avanzata, la torre di San Niccolò, fu rovinoso, perché non meno di trecento di questi giganteschi proiettili furono lanciati in sei giorni contro il baluardo cristiano. Esso tremò dalle fondamenta e la città sarebbe stata probabilmente perduta, se mille operai non fossero riusciti, con lavoro ininterrotto, a creare, per mezzo di una trincea e di un terrapieno, uno sbarramento di fronte alla torre distrutta. …. Mesih Pascià fece impiegare tutta la forza dei cannoni contro il cosiddetto quartiere ebraico, dove la città sembrava più facilmente accessibile. …Venerdì 28 luglio le fitte schiere avanzarono irresistibilmente attraverso le rovine dei valli. L’intero esercito ottomano di circa quarantamila uomini si riversò sulle trincee, sulla spiaggia e intorno alla città assediata. Nella breccia delle mura si spinsero, avidi di bottino i giannizzeri. I Rodioti furono ricacciati e già la bandiera del grande ammiraglio dalle frange d’oro e d’argento veniva piantata in cima al bastione espugnato, quando Mesih Pascià, il quale credeva la città nelle sue mani, fece proclamare dai banditori sui bastioni che l saccheggio era proibito e che il tesoro di Rodi apparteneva al redito statale del sultano. Le conseguenze di questo passo non si fecero aspettare. La truppa d’assalto rifiutò di continuare a combattere, date queste premesse. Tutti si precipitarono indietro verso l’accampamento. Il gran maestro ed i suoi si radurarono intorno alla bandiera dell’Ordine con la immagine del Redentore ed essi avevano già combattuto per ben due ore corpo a corpo, quando il fatale ordine di Mesih Pascià con un sol colpo modificò la situazione della battaglia.  …Pare che le perdite dei turchi ammontassero a novemila morti e quindicimila feriti.”  

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Il ponte da cui si accede alle mura
Vista alla destra dal ponte
Guardando indietro si vede il ponte ed il Palazzo del Gran Maestro



Comincia la passeggiata alla sommità delle mura

Continua la passeggiata lungo le mura
Attraverso le merlature si vede il fossato sottostante






Continua il percorso sulle mura! 







Si guarda il fossato!
















Si procede!






Guardando indietro!












Una occhiata al fossato!
















Continua la passeggiata!






Una suggestiva vista del fossato!















Si va avanti!










Anche uno sguardo indietro fa scoprire viste suggestive!









La fine della passeggiata







Guardandosi intorno!

VISTA DALL'ALTO


















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