lunedì 29 luglio 2013

SARDEGNA - CAGLIARI

Cagliari  ha circa 150000 abitanti ed è una delle 15 città metropolitane italiane.

La città si trova al centro del golfo degli Angeli, su una superficie digradante verso il mare, derivante dal progressivo sprofondamento della pianura del Campidano, a partire dall'era terziaria.
Con un processo analogo si formarono gli stagni di Santa Gilla, Molentargius e Quartu, a ovest ed a est del centro abitato.

Dal 534, la città  restò sotto il dominio dei bizantini che le assicurarono un lingo periodo di pace; dall'XI secolo, le scorrerie arabe resero di scarso interesse per i bizantini la permanenza nell'isola e le istituzioni passarono ai giudici locali. Nel 1258 Pisa si impadronì della città dopo avere sconfitto Genova e la legislazione amministrativa e giudiziaria si uniformò al modello pisano.

Nel 1323 gli aragonesi sbarcarono nella città e l'anno successivo assunsero la guida della città e del suo Giudicato. I sardi vennero gradualmente esclusi dalla vita pubblica e divennero oggetto di gravi soprusi da parte dei nuovi dominatori. Nel 1708, durante la guerra di successione spagnola, dopo un bombardamento, la città fu occupata da un reggimento inglese senza resistenza.

Con il tratta di Londra del 1718, Vittorio Amedeo II di Savoia divenne re di Sardegna. Con il passaggio ai piemontesi, Cagliari si trasforma; declina l'assetto feudale ed emerge lentamente la classe borghese.

Nel 1793 la città è bombardata dai rivoluzionari francesi che però vengono sconfitti dai miliziani sardi. Una sollevazione autonomistica porta alla temporanea cacciata dei piemontesi che ritornano dopo la restaurazione.
I fenicotteri rosa si fermavano negli stagni vicino a Cagliari durante la loro migrazione dalla Camargue alla Tunisia, dove andavano a nidificare. Dal 1992 hanno scelto di nidificare in questa sottile striscia di terra.



Stemma di Cagliari















Dal colle di Monte Urpinu si gode una suggestiva vista degli stagni e delle saline del compendio di Molentargius. La zona umida è un'oasi di eccezionale importanza per la varietà ed il numero di uccelli  che vi trovano rifugio.








Basilica di N.S. di Bonaria
Prende il nome da una collina  che è distante dai miasmi pestilenziali che avvolgevano le sottostanti spiagge di su Siccu. E' costituita da una chiesa piccola, il Santuario, che risale alla dominazione catalano-aragonese.Ad essa si affianca un tempio più grande elevato a Basilica Pontificia Minore da Pio XI nel 1926. La basilica fu edificata nel 1704 dai Mercedari, su progetto di Felice De Vincenti.   Nonostante i rimaneggiamenti ottocenteschi, il santuario conserva lo schema originario a navata unica con presbiterio a base poligonale e cappelle laterali. 

Il bel portale gotico proviene dalla chiesa di S. Francesco in Stampace, distrutta nel 1875.

La Basilica è stata visitata da papa Francesco il 22 settembre 2013.  Alla Madonna di Bonaria erano devoti i marinai sardi che nel 1536 diedero il nome a Buenos Aires.





La Cattedrale di Santa Maria, di impianto pisano, domina la piazza Carlo Alberto. Dell'impianto originario la chiesa conserva la torre campanaria quadrata (salvo la cuspide e le monofore), l'architrave del portone centrale, i portali del transetto.   Nel 1702 Pietro Fossati trasformò l'originaria struttura medioevale in forme barocche; nel 1933, ci fu una trasformazione in stile romanico-pisano-lucchese.


L'altare maggiore


La cappella di San Saturnino nella cripta










Torre di San Pancrazio



Palazzo Viceregio
Attuale sede della Prefettura e aula di riunione del Consiglio provinciale, fu dimora di vicerè spagnoli e sabaudi. Di impianto catalano, fu rinnovato dai piemontesi. Il prospetto a tre livelli è caratterizzato da una lunga serie di paraste, interrotte al centro da un portone architravato. La sala di rappresentanza fu affrescata tra il 1894 ed il 1895 dal perugino Domenico Bruschi che si ispirò alla storia sarda per 6 grandi composizioni. 




La Torre dell'Elefante






 Vista del porto



Panorama dal quartiere Castello



L'Anfiteatro romano (Foto di Andreas Praefcke - GNU Free Documentation Licence)


VISTA DALL'ALTO








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