mercoledì 9 gennaio 2013

TIVOLI - VILLA ADRIANA: IL SOGNO DI PIETRA DEL GRANDE IMPERATORE ADRIANO

Con questo post si vuole proporre le immagini dei luoghi più suggestivi di questa immensa villa e si vuole trasmettere il piacere di una passeggiata all'ombra di pini, cipressi e ulivi in mezzo a grandiose rovine, in una afosa giornata di agosto. I turisti che sono venuti da lontano per ammirare il fascino dell'antica Roma non possono fare a meno di visitare questo luogo straordinario.

---------------------------------------------------------------------------------------------

Un grande imperatore, Adriano, ed il suo splendido ritiro lontano dal trambusto di Roma, nella quiete agreste. Adriano è un imperatore ben noto agli studenti liceali, oltre che agli storici; paradossalmente ha acquistato ulteriore grande notorietà grazie al romanzo di Marguerite Yourcenar: "Le memorie di Adriano".

Adriano  decise di erigere questa imponente costruzione per tenersi lontano dal popolo romano e dai disordini e gli intrighi di Roma. La villa fu realizzata in tre fasi successive dal 121 al 137 d.C. Si tratta di una vera e propria città, estesa su di un'area di circa 300 ettari.

La Villa Si trova sui Monti Tiburtini, a circa 28 km da Roma, dalla quale era raggiungibile sia per mezzo della via Tiburtina, sia tramite la navigazione sul fiume Aniene. L'area utilizzata si estendeva tra le valli dei fossi di  Roccabruna ad ovest e dell'Acqua Ferrata ad est, che, riunitisi, si gettano poi nell'Aniene; era ricca di acque e vi passavano quattro degli antichi acquedotti romani che servivano Roma.

La villa era raggiungibile da Roma con due ore e mezzo di cavallo. I materiali preziosi (marmi, statue,ecc), provenienti da ogni parte dell'impero, arrivavano al porto di Ostia, dove venivano trasferiti su imbarcazioni più piccole che risalivano il Tevere e quindi l'Aniene fino alla villa.

Parcheggiata la macchina nell'ampio parcheggio e pagato il biglietto, si percorre una strada che attraversa un suggestivo bosco. In lontananza, si vede la città di Tivoli, arroccata sulla collina.























PLANIMETRIA GENERALE DELLA VILLA



 La villa è molto grande e la sua struttura è assai complessa. E' indispensabile munirsi dell'audioguida ECHO per riuscire a comprendere il progetto della villa. Meglio ancora sarebbe una visita guidata.






3 - IL PECILE

 Il Pecile è un enorme quadriportico con lati di 232 m e 97 m; i lati brevi sono curvi. Il porticato racchiude un giardino, al cui centro si trova una peschiera. Il porticato a pilastri era coperto con tetto a spioventi e permetteva una lunga passeggiata con zone in ombra e zone esposte al sole.Il nome Pecile è stato associato alla Stoa Poikile di Atene. Il Pecile sorge su un'ampia spianata che fu ricavata artificialmente, tagliando il fianco del colle e creando una imponente sostruzione che si è conservata per 9 metri di altezza.







































4 - CENTO CAMERELLE


Seguendo il lato corto e parte del lato lungo del Pecile, svoltando a sinistra verso sud, incontrano le Cento Camerelle e poi l'edificio con tre esedre e le piccole e grandi terme. Nella sostruzione creata per ottenere la spianata del Pecile fu ottenuta tutta una serie di vani, distribuite su tre o quattro piani: sono le Cento Camerelle, utilizzate forse come magazzini o forse come alloggio per la guardia imperiale. 






23 - EDIFICIO CON TRE ESEDRE 


La "sala con tre esedre" deriva il nome dalla singolarità della sua pianta, che presenta esedre semicircolari aperte su tre dei suoi lati; ma l'ambiente centrale, con i suoi colonnati interni, crea l'illusione di una articolazione dell'intero edificio in profondità.











17 - PICCOLE TERME

 Si può vedere una ampia sala a pianta ellittica con vasche in ognuna delle absidi. Si vede inoltre una sala ottagonale con lati alternativamente convessi e rettilinei, che ha aperture disposte obliquamente per evitare correnti d'aria. 






18 - GRANDI TERME

 Alle Grandi Terme si accede da una palestra, posta a ovest del complesso. Dalla palestra, tramite un vestibolo, si entra nel frigidarium: una vasta sala che conteneva due vasche, una semicircolare ed una rettangolare. Dal frigidario si accede ad una sala rettangolare, detta tholos, di uso non ben definito. Procedendo verso nord, seguono poi due aule rettangolari che costituivano il tepidarium e calidarium; infatti, sotto di esse sono stati individuati forni per il riscaldamento.











 -------------------------------------------------------------


 --------------------------------------------------------------------

 STADIO









































13 - PALAZZO IMPERIALE



Si intende con questa denominazione la vasta area rettangolare,  nella quale si sviluppò il primo nucleo residenziale adrianeo, posto subito sopra le strutture della Villa Repubblicana. Furono proprio queste ultime ad essere rielaborate ed ampliate allo scopo di ricavare ambienti, sia abitativi, sia di rappresentanza, adatti ad una dimora imperiale. Si conservò l'antico atrio repubblicano e si trasformò l'esedra quadrata che su di esso si affacciava, in una biblioteca (forse quella privata dell'imperatore Adriano). Ad est di questa fu costruita un'aula rettangolare, suddivisa interamente in tre navate da due file di quattro colonne, avente sul lato di fondo una nicchia.

Si ipotizza che questa basilica fosse destinata a riunioni ufficiali. Il peristilio fu conservato e fu costruito, fra esso ed il ninfeo del lato sud-est, un portale che dava accesso ad un ambiente con nicchia semicircolare a nord e portico e ninfeo a sud. L'area tenuta a giardino nella Villa Repubblicana fu conservata: furono aperti degli ambienti nel lato nord-ovest. Nell'angolo sud fu creato un triclinio estivo coperto da una semicupola. Tutti questi ambienti, affacciati sul "Cortile di Palazzo",   sono da considerare ambienti di rappresentanza. In tutta l'area rimangono resti di pavimento a mosaico, realizzati con marmi policromi e tessere bianche e nere: questi mosaici convivono con quelli del periodo precedente.    








 





----------------------------------------------------------


Peristilio di Palazzo



 Sala a tre navate



14 - PIAZZA D'ORO

Il complesso della Piazza d'Oro sorge all'estremità sud del così detto Palazzo, presentando nell'orientamento una leggera divergenza con quest'ultimo. Per evitare che questa fosse avvertita, fu creato un lungo portico di accesso con lo scopo di fungere da raccordo tra i due complessi. Al portico si accedeva attraverso un piccolo ambiente che serviva a mascherare il punto di sutura. Il portico presenta la parete ovest costituita da un muro continuo, che ha lo scopo di creare un perfetto isolamento tra gli ambienti sud del Palazzo ed il nuovo complesso. La parete est è invece aperta, scandita da pilastri o colonne. Il portico era coperto in piano con una leggera pendenza sulla parete aperta. Questo asse rettilineo immette direttamente nel Vestibolo della Piazza d'Oro. Quest'ultimo consiste in un padiglione ottagonale (diametro di 10,85 metri) coperto con una volta a spicchi, conclusa in alto da una apertura circolare. 

Il Vestibolo presenta le pareti articolate in nicchie, alternativamente rettangolari o semicircolari. Le nicchie rettangolari, poste a est e a ovest, sono dotate di finestre e, in basso, di vasche appena incassate nel pavimento, alimentate con acqua piovana raccolte in cisterne adiacenti. L'acqua era immessa nelle vasche da zampilli posti sul parapetto delle finestre.

Il Vestibolo era dotato di un ricco pavimento a mattonelle marmoree e presentava le pareti decorate con incrostazione marmorea fino all'imposta degli archi; l'ornamentazione di sopra era affidata all'intonaco. Ai lati del vestibolo si trovano due ambienti; quello occidentale, meglio conservato, è costituito da due absidi, coperte con volte a crociera.  Questi erano splendidamente decorati con mosaici policromi. Gli ambienti hanno carattere di soggiorno e sono detti padiglioni o esedre.  





















16 - EDIFICIO CON PESCHIERA E CRIPTOPORTICO

(QUADRIPORTICO CON PESCHIERA) 
















SALA DEI PILASTRI DORICI























La costruzione è probabilmente una struttura di passaggio tra varie parti del palazzo. Il portico, di pianta rettangolare, era dotato di 12 pilastri sui lati maggiori e 8 sui lati minori; le colonne sono scanalate, hanno capitelli di stile dorico e sostengono una trabeazione.



7 - TEATRO MARITTIMO























Il Teatro marittimo  è stato probabilmente costruito nel 118 d.C. Il complesso ha una forma insolita che non assomiglia  alla forma abituale di un teatro romano. E' una struttura ad un solo piano. Ci doveva essere da un pronao di cui non resta più nulla; sono riconoscibili solo la soglia dell'atrio e tracce di mosaici pavimentali. All'interno vediamo un portico circolare a colonne ioniche. Il portico si affaccia su un canale; al centro di questo sorge una specie di isolotto su cui si trovano un atrio, un portico ed un piccolo giardino. Non c'è nessun ponte collegamento tra l'isolotto ed il resto del Teatro.











20 - IL CANOPO

La progettazione architettonica cerca di ricreare la città egizia di Canopo, collegata ad Alessandria con un canale artificiale e nota in passato  per un grandioso tempio di Serapide. Questa stretta e lunga depressione aperta verso est fu approfondita e delineata sul lato orientale, grazie ad una struttura muraria a contrafforti che aveva lo scopo di contenere la collinetta; sul lato occidentale si intervenne mediante sostruzione preceduta da due piani di tabernae, nelle quali oggi è ospitato l'Antiquarium, ma abitate in passato dalla servitù. A circa metà del colonnato, quattro cariatidi, copie di quella dell'Eretteo dell'Acropoli di Aten, e dei Sileni, sostituivano le colonne, mentre sul lato curvo del canale, a nord, erano sistemati dei gruppi sculturei rapprentanti il Tevere, il Nilo ed un coccodrillo; questi gruppi furono trovati insieme ad altre sculture Ares, Athena ed Erme, oltre a delle copie delle Amazzoni di Fidia e Kresilas, furono trovati in frammenti all'interno del canale.



























Se ci siede all'ombra sulla  riva del canale, si hal'impressione di entrare nel sogno dell'imperatore: un luogo di traordinaria bellezza, al di fuori del tempo e della storia, lontano dal trambusto e della folla, dimentico delle contese e dei conflitti.



Il Serapeum

Il canale si concludeva sul fondo con il grande gioco d'acqua del Serapeum: un tempio ninfeo con grande esedra semicircolare, anticamente adorno di sculture egizie e di rappresentazioni di Antinoo.

 21 - ROCCABRUNA

Questa costruzione era costruita da due piani. Il piano inferiore, con più vani, mostra una grande sala rotonda con nicchie. Il piano superiore doveva avere un piano circolare all'interno ed ottagonale all'esterno ed una cupola sorretta da colonne. Dalla torre si gode una splendida vista a 360 gradi.

 

 



------------------------------------------------



Busto di Antinoo, il giovane amato dall'imperatore.




Antinoo












Ricostruzione plastica della villa



VISTE DALL'ALTO


















L'IMPERATORE ADRIANO



Ritratto dell'imperatore Adriano conservato al Museo delle Terme


Fu imperatore dal 117 al 138 d.C. - Adriano scrisse un messaggio al Senato, dicendo di non avere potuto opporsi alla volontà dell'esercito ed il Senato si adeguò
L'eliminazione fisica dei suoi principali concorrenti rese il suo insediamento molto rapido. Durante tutto il ventennio rafforzò continuamente il suo potere ed anche la successione ebbe luogo senza inconvenienti.






Vibia Sabina, moglie dell'imperatore

 

IL MAUSOLEO DEI PLAUTII





Incisione di G.B. Piranesi






Il mausoleo dei Plautii, con la celebre tomba di Cecilia Metella sull'Appia Antica, è uno dei rarissimi esempi di sepolcri monumentali delle famiglie nobiliari romane dell'età tardo-repubblicana. Era il primo monumento che veniva incontro ai viaggiatori del Grand Tour, di cui Tivoli era una tappa fondamentale. Per arrivare a Villa Adriana, i viaggiatori passavano davanti al mausoleo, subito dopo avere attraversato il Ponte Lucano, costruito tra il crepuscolo della repubblica e l'ala dell'Impero romano.  
-----------------------------------------------

Brani da "Vita di Adriano" di Ferdinand Gregorovius

"L'arte adrianea ha tentato di conquistare le sue più alte idealità col tipo di Antinoo. La pazza fantasia dell'imperatore di creare un nuovo dio poté realizzarsi solo per l'estrema bellezza del suo favorito." ...

Nonostante che tutte le statue di Antinoo siano una rappresentazione ideale, pure tutte hanno un fondo di verità ritrattistica che dà una grande personalità al tipo. Il volto inclinato pieno di una malinconica bellezza, gli occhi profondi, le sopracciglia dalle molli curve e la ricca chioma ricadente sulla fronte sono i caratteri che non mancano mai. Le labbra piene, il petto assai ampio e le morbide linee del suo corpo spirano una grande sensualità che pure è attenuata da una linea di severa mestizia. In una parola, è un campione di natura greco-asiatica, leggermente idealizzato." ....


"Allorché furono scoperte nel territorio di Tivoli le statue di Antinoo, esse destarono nel mondo artistico del secolo XVIII un'emozione simile a quella che provocò la scoperta delle più famose opere antiche al principio del secolo XVI e se ne esagerò il valore."







Vedere anche:

TIVOLI - VILLA D'ESTE
http://cristigianni.blogspot.it/2017/06/tivoli-villa-deste-con-meravigliosi.html


ROME - IMPERIAL FORA


ROMA - CASTEL SANT'ANGELO - IL MAUSOLEO DELL'IMPERATORE ADRIANO
http://johncristiani.blogspot.it/2015/05/roma-castel-santangelo-il-mausoleo.html