domenica 30 aprile 2017

FIRENZE - BASILICA DI SANTA CROCE, SANTA MARIA NOVELLA E ALTRE CHIESE



DESCRIZIONE



BASILICA DI SANTA CROCE




La chiesa francescana di Santa Croce è uno dei luoghi più amati di Firenze  per la ricchezza del suo patrimonio artistico, per il valore civile dei suoi monumenti funebri, e soprattutto perché questa grande struttura simboleggia il rapporto tra fede cristiana, arte e cultura a Firenze e in Italia. Nel complesso di chiesa, chiostri e musei si possono ammirare celebri opere d'arte.  Sono il frutto dell'ingegno e della devozione cristiana di artisti come Arnolfo di Cambio, Cimabue, Giotto, Brunelleschi, Donatello, Bernardo Rossellino, Desiderio da Settignano, Agnolo Bronzino, Giorgio Vasari, Antonio Canova, Lorenzo Bartolini. A Santa Croce, dunque, il visitatore trova una testimonianza della trasformazione delle forme artistiche a servizio dello spirito religioso e politico di una intera comunità.

L'origine di Santa Croce è legato a due fattori determinanti: il diffondersi del messaggio religioso di Francesco d'Assisi (1182  - 1226) e la particolarità politico-culturale di Firenze. Nel tardo Medioevo, Firenze aveva infatti degli ordinamenti e delle istituzioni repubblicane, corrispondenti alla sua innovativa organizzazione economica e sociale.  Per quanto riguarda san Francesco, stiamo parlando di una delle figure più carismatiche del Medioevo: il leader spirituale che intendeva manifestarsi sull'esempio di Gesù Cristo per portare conforto agli umili e agli indifesi. Si potrebbe anzi dire che Francesco d'Assisi fosse convinto di ri-condurre la sostanza del Vangelo nelle mani di questi emarginati. Uomini e donne, le cui miserie dovevano essere non soltanto lenite, ma quasi riscattate dal testamento spirituale del santo che è il patrono d'Italia.  




Da "I sepolcri" di Ugo Foscolo


A egregie cose il forte animo accendono
l'urne de' forti, o Pindemonte; e bella
e santa fanno al peregrin la terra
che le ricetta. Io quando il monumento
vidi ove posa il corpo di quel grande
che temprando lo scettro a' regnatori
gli allòr ne sfronda, ed alle genti svela
di che lagrime grondi e di che sangue;
e l'arca di colui che nuovo Olimpo
alzò in Roma a' Celesti; e di chi vide
sotto l'etereo padiglion rotarsi
piú mondi, e il Sole irradïarli immoto,
onde all'Anglo che tanta ala vi stese
sgombrò primo le vie del firmamento:
- Te beata, gridai, per le felici
aure pregne di vita, e pe' lavacri
che da' suoi gioghi a te versa Apennino!
Lieta dell'aer tuo veste la Luna
di luce limpidissima i tuoi colli
per vendemmia festanti, e le convalli
popolate di case e d'oliveti
mille di fiori al ciel mandano incensi:
e tu prima, Firenze, udivi il carme
che allegrò l'ira al Ghibellin fuggiasco,
e tu i cari parenti e l'idïoma
désti a quel dolce di Calliope labbro
che Amore in Grecia nudo e nudo in Roma
d'un velo candidissimo adornando,
rendea nel grembo a Venere Celeste;
ma piú beata che in un tempio accolte
serbi l'itale glorie, uniche forse
da che le mal vietate Alpi e l'alterna
onnipotenza delle umane sorti
armi e sostanze t' invadeano ed are
e patria e, tranne la memoria, tutto.
Che ove speme di gloria agli animosi
intelletti rifulga ed all'Italia,
quindi trarrem gli auspici. E a questi marmi
venne spesso Vittorio ad ispirarsi.
Irato a' patrii Numi, errava muto
ove Arno è piú deserto, i campi e il cielo
desïoso mirando; e poi che nullo
vivente aspetto gli molcea la cura,
qui posava l'austero; e avea sul volto
il pallor della morte e la speranza.
Con questi grandi abita eterno: e l'ossa
fremono amor di patria.

SANTA MARIA NOVELLA



La Cappella maggiore, dedicata alla Madonna Assunta, titolare della chiesa, era stata dipinta da Orcagna nel 1348. Nel 1357 le pareti della cappella furono danneggiate da un incendio causato da un fulmine. La tavola con la Incoronazione della Madonna, collocata sull’altare nel 1324 e attribuita a Ugolino da Siena o a Bernardo Daddi, si trova ora nella Galleria dell’Accademia. L’altare attuale, di marmi pregiati, fu disegnato da Enrico Romoli, direttore del restauro del 1860. Il crocefisso in legno è del Giambologna. Il grande ciborio è ricco di tarsie di malachite e lapisluzzoli.



Il ciclo degli affreschi è di Domenico Bigordi di Tommaso Ghirlandaio, che ebbe la collaborazione di Davide e Benedetto, di Sebastiano Mainardi, del Granacci, del Bugiardini e, per breve tempo, del giovane Michelangelo che allora aveva 14 anni, e di altri ancora. Nelle vele della grande volta sono dipinti i quattro Evangelisti. Le storie dipinte sulle pareti sono dedicate alla Vita della Vergine (parete di sinistra) e alla Vita di San Giovanni Battista (parete di destra). Le vicende bibliche sono ambientate nella Firenze del ‘400 e anche le figure ritraggono personaggi contemporanei al Girlandaio. Lo stesso dicasi dei costumi, dell’abbigliamento e dell’arredamento.




Nella parete di fondo, a sinistra della vetrata, Giovanni Tornabuoni, committente delle pitture, Annunciazione di Maria, Miracolo di San Domenico; a destra, Francesca di Messer Luca Pitti, moglie di Giovanni Tornabuoni, Giovanni Battista fanciullo che va nel deserto,  Martirio di San Pietro da Verona.

La grande vetrata a tre luci fu eseguita nel 1491 da Alessandro Agolanti su disegno di Domenico Ghirlandaio.






Il primo chiostro, detto Chiostro verde, si raggiunge dal cortile a sinistra della chiesa, per una porta situata a lato della facciata della basilica.  La sua costruzione fu portata a termine da Iacopo di Talento da Nipozzano solo dopo il 1350. Il primo lato a essere costruito fu quello che corre lungo la chiesa, a cui seguì il lato meridionale. Quando, fra il 1340 e il 1350, fu costruito il capitolo (poi detto Cappellone degli Spagnoli), venne edificato il lato settentrionale. Dopo il 1350, durante la costruzione del refettorio, fu ultimato anche il chiostro con gli archi di quel lato. Le pareti del chiostro furono affrescate nel secolo XV con Scene dell’Antico Testamento da Paolo Mazzocchi, detto Paolo Uccello, e dai suoi discepoli. Gli affreschi, molto sciupati, dopo accurato restauro, sono stati ricollocati sulle pareti del chiostro. Il nome di “Chiostro Verde” deriva dai colori verde e rossastro, usati in questi affreschi



Il Chiostro Grande, così detto per le straordinarie dimensioni dei suoi lati, costituiti da 56 campate a tutto sesto, si trova nella parte del complesso di Santa Maria Novella che dal 1920 ospita la Scuola Marescialli e Brigadieri dei Carabinieri. Confina a sud con la celebre antica Officina farmaceutica, a cui si accede da via della Scala, e confina a est con il Refettorio ed è raggiungibile dal Museo attraverso una porta nel vano di collegamento con il Chiostro Verde, antistante l’ingresso della Cappella degli Ubriachi.









SANTA CROCE




















INTERNO










LE TOMBE DEI GRANDI ITALIANI
















MONUMENTO CELEBRATIVO DI DANTE



DANTE è sepolto a Ravenna


TOMBA DI MACHIAVELLI







TOMBA DI GALILEO GALILEI












VARIE




Tomba di Carlo Marsuppini, segretario della Repubblica fiorentina, di Desiderio da Settignano




Libertà di Pio Fedi (particolare del monumento a Giovan Battista Niccolini)


CAPPELLA DE' PAZZI











I CHIOSTRI




Il fianco destro della basilica con il Chiostro Grande












SANTA MARIA NOVELLA
































IL SOLE DEL TIMPANO (particolare della facciata)
















LA CAPPELLA MAGGIORE




















Vita della Vergine: "Nascita di Maria" e "Sposalizio di Maria" 




"Maria fa visita a Elisabetta" e "L'Angelo appare a Zaccaria"




Strage degli Innocenti di Domenico Ghirlandaio





Il Giudizio Universale - I dannati di Orcagna




Il Giudizio Universale - Il Paradiso di Orcagna


CAPPELLA RUCELLAI




La Madonna in trono di Duccio di Boninsegna si trovava sull'altare, ma ora il quadro sta alla Galleria degli Uffizi




Madonna con bambino di Nino Pisano, ora collocata sull'altare





Il Martirio di Santa Caterina di Giuliano Bugiardini si trova sulla parete sinistra


LA CAPPELLA GONDI









Il Crocefisso di Brunelleschi







LA CAPPELLA BARDI







"La Madonna e i misteri del Rosario" di Giorgio Vasari 



LA CAPPELLA STROZZI




San Giovanni Battista resuscita Drusiana di Filippino Lippi





Il pulpito di Andrea di Lazzaro Cavalcanti detto "I(l Baggiano"

LA TRINITA' DI MASACCIO






CROCEFISSO DI GIOTTO












Il grandioso Crocefisso risale alla giovinezza del maestro e probabilmente fu dipinto alla fine del secolo XIII. Alla figura del Cristo, delineata con grande naturalismo e intensa drammaticità, sono affiancati i due tabelloni laterali, con le figure dolenti della Vergine e San Giovanni Evangelista.





LA SAGRESTIA













IL CHIOSTRO VERDE




Veduta del Chiostro Verde



Il Diluvio Universale di Paolo Uccello









Trionfo della dottrina cattolica di Andrea Bonaiuto




La Salita al Calvario di Andrea Bonaiuto










Cappellone degli Spagnoli - La Passione di Gesù di Andrea Bonaiuti





















Chiesa militante e Chiesa trionfante


IL REFETTORIO





Reliquiario di Santa Anastasia







IL CHIOSTRO GRANDE














ALTRE CHIESE


LA BADIA FIORENTINA


















Vedere anche:

AREZZO GLI AFFRESCHI DI PIERO DELLA FRANCESCA E IL SET DE "LA VITA E' BELLA"
https://johncristiani.blogspot.com/2019/02/arezzo-gli-affreschi-di-piero-della.html


VENICE - A CITY ON THE WATER
https://johncristiani.blogspot.com/2014/04/venice-city-on-water.html


venerdì 17 marzo 2017

BOLOGNA - PALAZZI





La parte del Palazzo d'Accursio, su cui si erge la torre dell'orologio era la residenza dell'illustre giurista Accursio, vissuto nel XIII secolo. Egli, nel 1284, vendette il Palazzo al Comune che ne fece il granaio pubblico. Sull'antica torre fu sistemato un orologio meccanico con statue semoventi, poi sostituito nel 1700 con l'orologio attuale.  In alto sulla facciata, vi è una preziosa "Madonna con Bambino", opera di Niccolò dell'Arca. La parte del palazzo a sinistra del portale d'ingresso, venne ampliata alla fine del 1500 per realizzare gli appartamenti del Governatore della Città, che in realtà era il Cardinale Legato.
L'aspetto del Palazzo del Legato è paragonabile a una fortezza con tanto di mura, merli e torrioni. Sopra il portale d'ingresso si trova la statua di Gregorio XII, opera di Alessi nel 1553. Il Papa, originario di Bologna, fu il riformatore dell'antico calendario giuliano, che nel 1583 aveva accumulato un ritardo astronomico di 10 giorni.
Entrando nel Palazzo, si attraversano tre cortili: quello di rappresentanza, quello d'armi e quello del carcere (che fu molto ridimensionato verso la fine dell'Ottocento per la costruzione della Sala Borsa. Il grande scalone, opera del Bramante, fu costruito perchè le carrozze potessero salire fino agli appartamenti superiori. All'interno si trova il Museo Morandi.




Il Palazzo del Podestà cominciò ad essere costruito nel 1200 con la piazza stessa. Del primo impianto romanico rimane solo una porzione della facciata, mentre il palazzo che vediamo oggi fu modificato nel 1484, sotto la signoria di Giovanni Bentivoglio. Il palazzo non venne però mai terminato a causa di una insurrezione popolare che portò alla brusca interruzione del suo dominio sulla città. Questo è il motivo per cui la facciata è priva di cornicione e di merli. I sostegni del magnifico porticato sono fregiati da oltre tremila rosette scolpite, una diversa dall'altra.

Questo fu il primo dei palazzi pubblici che furono costruiti in seguito. Al Palazzo del Podestà furono accostati il Palazzo Re Enzo e il Palazzo del Capitano del Popolo, separati solo dal Voltone del Podestà che si estende a piano terra, costituendo un crocevia coperto. Proprio su tale incrocio s'innalza la maestosa Torre dell'Arengo che poggia su quattro grossi pilastri e sui relativi archi. La grande campana, detta il "campanazzo", installata nel 1453 per chiamare a raccolta il popolo nei momenti di pericolo, oggi scocca solo in occasione di grandi eventi cittadini.

L'antico palatum novum, costruito tra il 1244 ed il 1246, per ospitare la sede del Comune, divenne invece la ricca prigione di Enzo, re di Sardegna, figlio dell'imperatore Federico II di Svevia. Re Enzo fu fatto prigioniero durante la battaglia di Fossalta nel 1249 ed i bolognesi lo tennero prigioniero fino alla morte, avvenuta nel 1272, in questo palazzo, a cui fu dato il suo nome. Salendo la scalinata che costeggia il cortile del palazzo di Re Enzo si arriva alla sala del Palazzo del Podestà e a quello che fu il Palazzo del Capitano del Popolo. Questo sorge tra il Palazzo del Podestà e quello di Re Enzo. Dalla strada si può ancora vedere la torre che fu incorporata nell'angolo durante la sua costruzione. Questa torre che fu di proprietà della famiglia Lambertini ebbe vari utilizzi nel corso dei secoli.





Palazzo dei Banchi si chiama così per via delle botteghe dei banchieri e dei cambiavalute che un tempo si aprivano nei locali oggi occupati dai negozi. Costruito nel 1412, in realtà non è un palazzo vero e proprio, ma una facciata di raccordo, con la quale, Jacopo Barozzi da Vignola, tra il 1563 ed il 1568, rivestì le vecchie case, il cui aspetto non era certamente all'altezza degli altri edifici che si affacciavano sulla piazza.
Il portico del palazzo è al centro di un percorso "porticato" di passeggio che inizia all'angolo tra via Rizzoli e Palazzo Re Enzo per raggiungere poi il portico del Pavaglione.  




Palazzo Francia Strazzaroli fu costruito per la corporazione dei Drappieri (detti anche Strazzaroli) tra il 1486 ed il 1496 su progetto di Giovanni Piccinini da Como. Questi si ispirò alla Domus Magna di Giovanni Bentivoglio, Signore di Bologna dal 1463 al 1506.

La facciata, attribuita a Francesco Francia, presenta 9 arcate (oggi murate), separate da paraste, e due ordini di bucature, uno di finestre bifore e l'altro di oculi. Un cornicione aggettante chiude il prospetto. La nicchia che sormonta il balcone centrale in arenaria ospita una Madonna con Bambino di Gabriele Fiorini.



PALAZZI DI PIAZZA MAGGIORE
















Palazzo d'Accursio






Palazzo del Podestà





Palazzo dei Notai



Palazzo dei Banchi




Palazzo Re Enzo




Palazzo dei Capitani del Popolo



VIA ZAMBONI E PIAZZA DI PORTA RAVEGNANA






Cortile di palazzo Malvezzi Campeggi











Palazzo Malvezzi Campeggi





Palazzo Strazzaroli è posto alla fine di via Zamboni, nella piazza delle torri.







PALAZZI VARI





Palazzo Fantuzzi in via San Vitale















Palazzo Ghisilardi






Palazzo Pepoli




Palazzo Pepoli Campogrande




Vedere anche: