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mercoledì 21 maggio 2014

MALTA - VALLETTA: LA CITTA' DEI CAVALIERI


MALTA - VALLETTA: LA CITTA' DEI CAVALIERI

Valletta (10.000 abitanti circa) è la capitale della Repubblica di Malta. Fu fondata nel 1566 dai Cavalieri Ospitalieri e prese il nome del Gran Maestro Jean de la Valette. Fu battezzata Humilissima Civitas Valettae (Umilissima Città di Valletta). La città fortificata fu costruita sulla penisola di Xiberras, un piccolo promontorio che divide in due bacini il complesso sistema di ormeggi, approdi e baie che formano:
  • a nord-ovest Marsamxett Harbour;
  • a sud-est il Grand Harbour.

Valletta divenne subito il centro della vita politica e amministrativa dell'isola. E' la più vivace ed animata città dell'isola, ma non è la più popolosa. E' caratterizzata da un reticolo di strade ortogonali, che, a causa dell'altimetria del terreno, alternano vertiginose discese e ripide salite.  

La città-fortezza, all'interno della cinta muraria, offre lo spettacolo di sontuosi palazzi, sorti per soddisfare la volontà di prestigio dei Gran Maestri e dei Cavalieri.

L'asse principale, lungo la direttrice nord-est, è costituito da Republic Street (Triq ir-Repubblika), sempre affollata da cittadini maltesi indaffarati e da turisti.   


L'Ordine Ospitaliero arrivò nell'isola nel 1530 e si limitò a rinforzare le fortificazioni esistenti e rendere sicuro l'approdo. L'ingegnere militare italiano Antonio Ferramolino, chiamato dal Gran Maestro de Homedes, mise in evidenza che il punto cruciale da proteggere era l'isolotto alla punta estrema della penisola di Xiberras, senza essere ascoltato. Ma l'attacco turco del 1551dimostrò la giustezza del suo giudizio; fu così costruito sull'isolotto il Fort St Elmo.


Il Grande Assedio del 1565 mise in evidenza il pericolo per l'Europa di un insediamento turco a Malta. Papa Pio V inviò l'architetto Francesco Laparelli per pianificare la costruzione di una nuova città fortificata da costruire nel più breve tempo possibile a Malta. Con Laparelli collaborarono Gabrio Serbelloni, architetto del re di Spagna Filippo II, e l'architetto maltese Gerolamo Cassar.
Il 17 marzo 1571 il Gran Maestro Pietro del Monte San Savino trasferì l'Ordine dei Cavalieri nella nuova cità fortificata, non ancora terminata, ma già abitabile.
A Laparelli successe Cassar che seguì la costruzione del palazzo del Gran Maestro, della  Co-Cattedrale di San Giovanni, di auberges per le varie lingue e di varie chiese e abitazioni private.   

Nei secoli XVII e XVIII, Valletta, con il suo grande bacino fortificato e con una importante flotta di galere, divenne un inespugnabile presidio cristiano nel cuore del Mediterraneo.


A causa della sua posizione strategica nel cuore del Mediterraneo, Malta fu al centro del secondo conflitto mondiale. L'isola venne bombardata continuamente dagli italo-tedeschi fino al 1943; su Malta cadde il doppio delle bombe cadute su Londra. All'eroica Malta, Giorgio VI concesse nel 1942 la Croce di San Giorgio, la più importante onorificenza britannica. Alla fine della guerra, furono concessi 30 milioni di sterline per la ricostruzione.
Nel 1964, Malta ottenne l'indipendenza nell'ambito del Commonwealth.   

 

L'INGRESSO ALLA CITTA'







A sinistra ed a destra della via di ingresso ci sono imponenti fortificazioni.


LA CO-CATTEDRALE DI SAN GIOVANNI


I Cavalieri decisero di costruire una nuova chiesa conventuale come testimonianza della fraternità tra le varie langues. Commissionata a Gerolamo nel 1573, fu terminata in solo 4 anni. L'interno è  impostata su una grande navata centrale; a tale semplicità la sontuosità della decorazione.













INTERNO DELLA CHIESA



Una cappella




Le meravigliose tappezzerie fiamminghe










L'altare maggiore



L'organo






L'altare di sinistra


Il soffitto




Il pavimento, coperto di lapidi delle tombe dei Gran Maestri





La cripta dei Gran Maestri


L'ORATORIO









Caravaggio - Decollazione del Battista

E' l'unica opera firmata da Caravaggio; la firma è tracciata con il sangue del Battista. E' un olio su tela di 361x520 cm: il quadro più grande dipinto dal pittore.
Inseguito da una condanna a morte per avere ucciso un uomo in una rissa nel 1606, Caravaggio si rifugia a Malta, grazie all'intercessione dei suoi amici romani al Gran Maestro Alof de Wignacourt. Il 14 luglio 1608, dopo un apposito noviziato, viene creato Cavaliere di Grazia, rango inferiore a quello di Cavaliere di Giustizia, rigorosamente di origini nobili. In seguito ad un diverbio con un cavaliere di ordine superiore, viene arrestato; riesce avventurosamente a fuggire e si rifugia a Siracusa. 

 

 

San Gerolamo

IL PALAZZO DEL GRAN MAESTRO

ESTERNO

















 

INTERNO

ARMERIA

Guerrieri cristiani
Guerriero turco

AUBERGE DE CASTILLE

E' il più bello ed il più grande di tutti gli Auberges ed era riservato alla langue spagnola e portoghese. La prima costruzione risale al 1574 ed è dovuta a Gerolamo Cassar. E' l'attuale sede del primo ministro.
Il Gran Maestro Jean Parisot de la Valette (1557-68)

UPPER BARRACCA GARDENS





Quando cessarono le necessità difensive della città, gli ampi spazi degli spalti, precedentemente occupati dai cannoni, ospitarono rigogliosi giardini. Nacquero così gli Upper Barracca Gardens. 




Vista dagli Upper Gardens

VISTE PANORAMICHE


Immagine dell'imponente Chiesa di Nostra Signora del Monte Carmelo, inconfondibile con la sua svettante cupola.
Fu eretta nel 1574 da Gerolamo Cassar, ma ricostruita dopo i devastanti bombardamenti del 1942. Terminata nel 1958, essa presenta nel suo aspetto attuale una pianta ellittica ed una slanciatissima cupola, che con i suoi 64 metri di altezza domina l'intera città. 








Valletta  da Tigne Sea Front  







Forte Sant'Elmo visto dall'alto






La Valletta dall'alto















Vedere anche:


VALLETTA - FORTE SANT'ELMO




giovedì 11 agosto 2011

RODI - LE IMPONENTI FORTIFICAZIONI E IL LUNGO ASSEDIO DEI TURCHI


La foto mostra l'enorme fossato che circondava le mura. Un altro muro esterno sbarrava l'accesso al fossato ed impediva che gli assalitori potessero cercare di riempire di terra tale fossato. Le fortificazioni erano state rinforzate e in parte ricostruite, dopo che, nel 1453, la conquista di Costantinopoli da parte dei Turchi aveva dimostrato il micidiale effetto dei cannoni sulle mura antiche. Il primo attacco dei Turchi a Rodi ci fu nel 1480; l'assedio fallì, però gli assalitori erano riusciti ad aprire una breccia da cui erano entrati alcune centinaia di giannizzeri. Fortunatamente, i cavalieri riuscirono a ricacciare gli invasori e ad impedire ulteriori infiltrazioni. Il valore dei Cavalieri durante l'assedio aveva suscitato ammirazione nel mondo cristiano e stimolato le donazioni. Con tali soldi furono apportati molti miglioramenti alle fortificazioni, in previsione di nuovi attacchi.

Nel 1522 il sultano Solimano il Magnifico invase Rodi con forze imponenti. Secondo alcune fonti, i Turchi erano 200.000 con 400 navi; ad essi  si contrapponevano 700 Cavalieri e 7000 ausiliari greci. Per il sultano Rodi era una "spina nel fianco": va infatti tenuto presente che Rodi dista appena una quindicina di chilometri dalle coste turche che sono visibili distintamente (come mostra la foto).

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Da “Maometto il Conquistatore” di Franz Babinger
“Le truppe in riposo sulla costa anatolica, dove avevano svernato,  furono imbarcate e il 23 maggio 1480 cominciò l’assedio della città e della fortezza di Rodi, che si protrasse per 89 giorni.  …. La flotta, nonostante la violenta opposizione del presidio del castello, fece approdare a ovest della città di Rodi, ai piedi del monte Santo Stefano, cannoni e truppe che subito si trincerarono sul monte; e già due giorni dopo due enormi cannoni furono portati verso le mura. Essi furono messi in posizione presso la chiesa di Sant’Antonio.  …. Gli assedianti portavano con sé circa sedici cannoni pesanti … L’effetto delle grandi palle di pietra scagliate dalle bocche dei giganteschi cannoni dalla parte di terra contro le trincee esterne e specialmente contro la principale fortificazione avanzata, la torre di San Niccolò, fu rovinoso, perché non meno di trecento di questi giganteschi proiettili furono lanciati in sei giorni contro il baluardo cristiano. Esso tremò dalle fondamenta e la città sarebbe stata probabilmente perduta, se mille operai non fossero riusciti, con lavoro ininterrotto, a creare, per mezzo di una trincea e di un terrapieno, uno sbarramento di fronte alla torre distrutta. …. Mesih Pascià fece impiegare tutta la forza dei cannoni contro il cosiddetto quartiere ebraico, dove la città sembrava più facilmente accessibile. …Venerdì 28 luglio le fitte schiere avanzarono irresistibilmente attraverso le rovine dei valli. L’intero esercito ottomano di circa quarantamila uomini si riversò sulle trincee, sulla spiaggia e intorno alla città assediata. Nella breccia delle mura si spinsero, avidi di bottino i giannizzeri. I Rodioti furono ricacciati e già la bandiera del grande ammiraglio dalle frange d’oro e d’argento veniva piantata in cima al bastione espugnato, quando Mesih Pascià, il quale credeva la città nelle sue mani, fece proclamare dai banditori sui bastioni che l saccheggio era proibito e che il tesoro di Rodi apparteneva al redito statale del sultano. Le conseguenze di questo passo non si fecero aspettare. La truppa d’assalto rifiutò di continuare a combattere, date queste premesse. Tutti si precipitarono indietro verso l’accampamento. Il gran maestro ed i suoi si radunarono intorno alla bandiera dell’Ordine con la immagine del Redentore ed essi avevano già combattuto per ben due ore corpo a corpo, quando il fatale ordine di Mesih Pascià con un sol colpo modificò la situazione della battaglia.  …Pare che le perdite dei turchi ammontassero a novemila morti e quindicimila feriti.”  

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Schema delle fortificazioni (da Wikipedia)



L'assedio durò sei mesi; Solimano, dopo avere perso decine di migliaia di uomini, pensava di ritirarsi, ma un traditore, il D'Amaral, gli rivelò i punti deboli delle fortificazioni. Così i Cavalieri furono costretti ad arrendersi; i 170 superstiti ebbero salva la vita ed i loro averi. Salparono alla volta di Civitavecchia, da cui si trasferirono a Malta; lì i Cavalieri rimasero fino all'attacco di Napoleone.
Solimano, per rigraziare Allah della conquista, costruì a Rodi una Moschea (visibile nelle foto). Le chiese furono trasformate in moschee.

L'ingresso dei Turchi nella città fu segnato dalla strage degli abitanti che, secondo la tradizione, finì solo quando lo stesso Solimano vide il sangue dei Greci scorrere come un fiume.
L'occupazione dei Turchi durò 390 anni, che l'isola passò sotto un giogo oppressivo; i Greci che opponevano resistenza furono torturati, privati dei loro averi, scacciati dalla città murata, dove abitavano solo i Turchi e gli Ebrei. Nonostante le persecuzioni, molti Rodioti presero parte alla lotta di liberazione nazionale, ma l'isola, a causa della presenza dell'esercito turco, non potè ribellarsi.


Le mura ed i bastioni visti dal fossato - Foto di Aga Khan (IT) del 2011 - Licenza Creative Commons



  


La cinta più esterna delle mura, oggi circondata dalle automobili e non più dai guerrieri turchi.





Porta d'Amboise - Foto di Aga Khan (IT) del 2011 - Licenza Creative Commons






Rodi rimase sotto il dominio turco fino al 1912 quando, dopo la guerra di Libia, passò sotto il dominio italiano che durò fino al 1943. Dopo l'8 settembre ci furono scontri tra la guarnigione italiana ed i tedeschi, che ebbero il sopravvento. Nel 1945 l'isola passò sotto il controllo inglese e, nel 1947, fu assegnata alla Grecia.  



PASSEGGIATA LUNGO IL FOSSATO MEDIOEVALE


Si può percorrere tutto il fossato medioevale che corre lungo le mura.












































































































VISTA DALL'ALTO














Mappa di Costantinopoli






Vedere anche:

RODI - LINDOS 



IL PALAZZO DEL GRAN MAESTRO E L'OSPEDALE DEI CAVALIERI